Gruppo
Celtic Frost

Titolo CD
Into the Pandemonium

Anno di Pubblicazione
1987

Genere
Metal contaminato

Durata
N/D

Etichetta
N/D

Voto
9

Band
Thomas G. Warrior
Martin Eric Ain
Reed St. Mark


Tracklist
1-Mexican Radio
2-Mesmerized
3-Inner Sanctum
4-Sorrows of the Moon
5-Babylon fell
6-Caress into oblivion
7-One in their pride
8-I won't dance
9-Rex Irae
10-Oriental Masquerade

 

Grazie alla fantastica organizzazione del concerto (che ha aperto i cancelli in notevole ritardo) mi sono perso l'inizio dei Sonata Arctica :-((
Ho avuto la fortuna di riuscire a sentirmi l'ultimo quarto d'ora della loro performance. A me personalmente sono piaciuti anche se non si può nascondere il fatto che sono una fotocopia degli Stratovarius...
Dopo di loro era il turno dei nostri (nel senso che sono italiani :-)) Rhapsody. Era una sorta di prova del nove per loro visto che era il loro primo tour. Nessun rammarico per la scaletta fatta con tutti i loro migliori hit. Apertura con Emerald Sword seguita da Wisdom Of The Kings, Eternal Glory e i grandissimi pezzi del primo disco Land of immortals e Flames of Revenge.
L'acustica era a dir poco penosa e quindi non sono riuscito a sentire per bene tutti i membri della band. La chitarra di Turilli si sentiva poco. Purtroppo Fabio Lione ha avuto qualche incertezza su alcune note (cosa poi confermata dal bootleg) quindi per questo lato Lione deve migliorare. Di per se è stata una bella performance. Unico lato negativo la presenza di moltissime orchestrazioni, molte delle quali campionate.
Dopo la chiusura con Ira Tenax e Warrior of Ice i Rhapsody salutano il pubblico di Milano.
A questo punto si attende l'inizio degli Stratovarius. Dalla loro performance non si poteva aspettare niente di meglio... sembrava proprio di ascoltare un cd. Praticamente impeccabili tutti i cinque membri della band. Unica pecca vistosissima è avvenuta durante Paradise quando Timo Kotipelto si è dimenticato le parole anche se la maggior parte del pubblico non se ne è accorto. Nulla da rimproverare nella scaletta, tutti i loro grandi successi c'erano: Black Diamond (chiusura alla grande), Paradise, Forever, Father Time, Kiss Of Judas, SOS, Against the wind e Speed Of Light. Unico piccolo errore è stato nella scelta delle canzoni dell'ultimo album. Hanno escluso Freedom che poteva starci nel concerto.
Tutto sommato i migliori di questa serata sono stati gli Stratovarius, buon inizio anche per i Sonata Arctica, i Rhapsody invece devono cercare (a mio avviso) di scrivere canzoni con meno orchestrazioni, perché se no si rischia di assistere ad uno spettacolo solo campionato... Speriamo in Dawn Of Victory.

- Davide Ripamonti -