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Grazie
alla fantastica organizzazione del concerto (che ha aperto i cancelli
in notevole ritardo) mi sono perso l'inizio dei Sonata Arctica :-((
Ho avuto la fortuna di riuscire a sentirmi l'ultimo quarto d'ora
della loro performance. A me personalmente sono piaciuti anche se
non si può nascondere il fatto che sono una fotocopia degli
Stratovarius...
Dopo di loro era il turno dei nostri (nel senso che sono italiani
:-)) Rhapsody. Era una sorta di prova del nove per loro visto che
era il loro primo tour. Nessun rammarico per la scaletta fatta con
tutti i loro migliori hit. Apertura con Emerald Sword seguita da
Wisdom Of The Kings, Eternal Glory e i grandissimi pezzi del primo
disco Land of immortals e Flames of Revenge.
L'acustica era a dir poco penosa e quindi non sono riuscito a sentire
per bene tutti i membri della band. La chitarra di Turilli si sentiva
poco. Purtroppo Fabio Lione ha avuto qualche incertezza su alcune
note (cosa poi confermata dal bootleg) quindi per questo lato Lione
deve migliorare. Di per se è stata una bella performance.
Unico lato negativo la presenza di moltissime orchestrazioni, molte
delle quali campionate.
Dopo la chiusura con Ira Tenax e Warrior of Ice i Rhapsody salutano
il pubblico di Milano.
A questo punto si attende l'inizio degli Stratovarius. Dalla loro
performance non si poteva aspettare niente di meglio... sembrava
proprio di ascoltare un cd. Praticamente impeccabili tutti i cinque
membri della band. Unica pecca vistosissima è avvenuta durante
Paradise quando Timo Kotipelto si è dimenticato le parole
anche se la maggior parte del pubblico non se ne è accorto.
Nulla da rimproverare nella scaletta, tutti i loro grandi successi
c'erano: Black Diamond (chiusura alla grande), Paradise, Forever,
Father Time, Kiss Of Judas, SOS, Against the wind e Speed Of Light.
Unico piccolo errore è stato nella scelta delle canzoni dell'ultimo
album. Hanno escluso Freedom che poteva starci nel concerto.
Tutto sommato i migliori di questa serata sono stati gli Stratovarius,
buon inizio anche per i Sonata Arctica, i Rhapsody invece devono
cercare (a mio avviso) di scrivere canzoni con meno orchestrazioni,
perché se no si rischia di assistere ad uno spettacolo solo
campionato... Speriamo in Dawn Of Victory.
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Davide Ripamonti -
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