Mephisto Rock Cafe'. Un piccolo pub sperduto in un paesino fra le colline del Monferrato, ma un vero e proprio "tempio" per la musica dura, almeno qui nella provincia di Alessandria. E in questo pub, trasformato per l'occasione in un luogo per concerti si sono esebiti i Vision Divine nel corso del loro tour italiano. La band, capitanata alla voce da Fabio Lione (gia' voce dei Rhapsody) e da Olaf Thorsen alla chitarra (chitarrista dei Labyrinth), suona un power/speed metal che sebbene non sia niente di nuovo, si lascia ascoltare piacevolmente e in alcuni punti, specie durante esibizioni live, "esalta" parecchio il pubblico.
Ma veniamo al concerto del 28 gennaio. La serata e' stata aperta da un'altra band power, i Projecto, che vedono all'attivo gia' un buon CD, intitolato semplicemente Projecto. La band savonese si e' dimostrata molto energica e sebbene il pubblico fosse presente in maggior parte per i Vision Divine, ha saputo cmq divertire, proponendo pezzi del loro primo album e alcuni pezzi del loro imminente secondo album, del quale pero' non hanno svelato il nome. Da segnalare un paio di song veramente degne di nota come Death in Dreamland e Battletime che a me sono davvero piaciute. Verso la fine della loro esibizione ci hanno anche deliziato con una vera e propria chicca. Hanno infatti suonato la cover della stupenda Of Sins and Shadows dei bravissimi Symphony X, suonandola per altro veramente bene. Tecnicamente si puo' dire che i Projecto hanno confermato gia' quanto di buono avevano fatto sentire col loro album, senza mostrare pecche di grossa rilevanza nell'esibizione live.
Qualche minuto dopo i Projecto sono quindi saliti sul palco alla spicciolata gli attesi Vision Divine. Ultimo ad arrivare e' stato Fabio Lione, ma di questo parleremo piu' avanti. Hanno attaccato subito con The Whisper, un bel brano abbastanza veloce ed energico che e' servito a fare riscaldare il (poco) pubblico presente (circa 200 persone). Il pogo era pero' solo nelle primissime file, con un po' di disappunto per gli addetti alla sicurezza ;). Beh, la voce di Fabio Lione penso che la conoscano tutti, ma per quelli come me che non lo avevano mai potuto apprezzare dal vivo e' stata sicuramente una conferma.
A mio avviso e' e rimane il migliore cantante clean nella scena metal italiana, checche' se ne dica. Quindi i VD hanno eseguito altri brani (ma non tutti) del loro CD di esordio, tra cui ricordiamo Black Mask of Fear, song un po' diversa dalle solite, oppure la classica New Eden (che e' la open track del loro CD). Non hanno eseguito pero' (e purtroppo aggiungerei) la cover della splendida The Final Countdown degli Europe, ma in compenso hanno suonato 2 canzoni dal primo album dei Labyrinth, tra cui ricordo solo Mortal Sin.
Il pubblico ha anche richiesto a gran voce una cover dei Rhapsody, ma l'espressione di Fabio e' stata piu' che eloquente.
Speriamo di poterle apprezzare finalmente dal vivo nel tour con gli Stratovarius queste canzoni! Il concerto e' stato chiuso con la potente On the Wings of the Storm, dopo la quale il buon Fabio e' subito scappato nei camerini, mentre gli altri hanno indugiato ancora un po' fra il pubblico.
Arriviamo ora al discorso Fabio Lione. Ripeto, secondo me e' bravissimo, oltre che da studio anche dal vivo, e' veramente un ottimo frontman, ma a me e' parso che se la "tirasse" un po' troppo, e perdonatemi il termine. Infatti mentre tutti gli altri componenti della band sono stai disponibilissimi nel preconcerto a firmare autografi e a fare 2 chiacchere (su tutti Andrea "Tower" Torricini, un vero mito! un toscanaccio :) simpaticissimo e disponibile!) Fabio e' comparso solo all'inizio dell'esibizione per poi come gia' detto sparire subito al termine. Cio' almeno a me ha lasciato un po' l'amaro in bocca, mica lo avremmo picchiato, anzi!
Cmq e' stato un buon concerto. Mat Stancioiu alla batteria ha dimostrato di essere un eccellente esecutore, mentre a dire il vero Olaf Thorsen, sebbene sempre ottimo nei suoi numerosi sweep, e' sembrato suonare un po' troppo sporchino, forse per colpa dell'acustica. Niente di troppo grave cmq. Il bassista Andrea, cosi' come il tastierista Andrew McPauls, ha svolto + che gregiamente
il suo compito, facendo anche da corista.
Il concerto in tutto, compresi i Projecto, e' durato circa 2 ore e mezza (credo, essendo sprovvisto di orologio :( come al solito) e si puo' dire che le venti carte di consumazione obbligatoria sono state spese piu' che bene. Un buon concerto e' quello che ci vuole ogni tanto, anzi sempre! :)

- Black Shark -