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Hansi
Kürsch e Jon Schaffer insieme!
Come avete reagito quando l'avete saputo? (io sono corso a chiudermi
in bagno, ma considerate che un'ora prima avevo bevuto mezzo litro
di caffelatte).
Per un amante del metal classico è un piccolo sogno che si
avvera.
I giorni che hanno separato la lettura della notizia dall'arrivo
del pacco contenente il dischetto li ho passati a pregare (si fa
per dire) che i due avessero scritto un album "alla Blind Guardian",
cantato "alla Blind Guardian" ma arrangiato "alla
Iced Earth".
Oggi
riascolto il cd per il 7° giorno di seguito, e davvero non ci
sono più dubbi: questo è un album dei Blind Guardian
arrangiato dagli Iced Earth. Preghiere esaudite! Ma allora Dio esiste?
Ronnie James di sicuro, quell'altro non lo so.
Però adesso so una cosa che prima non sapevo, e ve la spiego
così: costruiamoci insieme il "disco perfetto".
Scegliete un genere musicale (diciamo l'heavy metal). Scegliete
*un modo* di suonare quel genere (facciamo power-speed metal). Scegliete
*come* deve essere suonato (eccezionalmente bene, suppongo). Scegliete
*chi* deve suonarlo (per esempio, due maestri indiscussi del settore).
Tutto perfetto? O vogliamo anche aggiungere un artwork molto bello,
un concept ben narrato, una resa sonora da manuale d'acustica? Così,
tanto per stare tranquilli.
Ebbene, sapete quanto vale questo "album dei sogni"? Vale
7 e mezzo. Ovvero, se la quasi-perfezione è 10, siamo arrivati
a 3/4 di strada. Mancano 2 punti e mezzo: LA SORPRESA.
L'avessi
sentito 7 anni fa, Demons & Wizards, probabilmente avrei pianto
di gioia. Scoprivo allora la "magica ricetta del power-speed"
e tutto era sorpresa. Ricordo che "The Reaper" dei Grave
Digger, onesto compendio di "doppia-cassa-a-tutti-i-costi",
mi sembrò un capolavoro assoluto.
Oggi no. Oggi "The Reaper" è un divertente intermezzo
tra dischi migliori e "Demons & Wizards" è
la gigantesca dimostrazione di forza di due monumenti del power.
A questo
punto, però, non vorrei essere frainteso, e allora preciserò
che:
- il disco in questione è un bel disco (e infatti ha preso
7 e mezzo);
- di "stanca riproposizione dei soliti temi" non si può
proprio parlare perché l'album è vitale (oddio, vitale,
con quella copertina...) e soprattutto perché, alla fin fine,
la "musica dei Blind Guardian arrangiata dagli Iced Earth"
finora non esisteva;
- tirare fuori il concetto di "moda del momento" con i
due signori in questione, che inventavano questo genere quando dallo
street si passava al grunge, sarebbe solo ridicolo.
E adesso
vi butto là un'idea che mi si è piantata nel cervello
e che non se ne andrà tanto presto.
I Demons & Wizards (insieme al nome del cavolo che si sono scelti)
saranno l'occupazione principale di Hansi e Jon, a scapito di Blind
Guardian ed Iced Earth.
Come sono arrivato a convincermi di questa panzana è presto
detto.
Innanzitutto mi piace inventarmi storie assurde.
In secondo luogo, ho letto un paio di interviste estremamente equivoche,
che sembrano fatte apposta per "preparare il campo" alla
notizia vera e propria.
Infine, tutto in questo disco sembra indicare quella direzione,
e qualche considerazione sulla storia recente dei due leader non
fa che rendermi più possibilista.
Hansi
Kürsch, qualche anno fa, ha deciso di tentare un'impresa musicale
di proporzioni wagneriane: mettere in musica il capolavoro assoluto
della letteratura fantasy, Il Signore Degli Anelli. Il titolo, però,
se l'era già bruciato per una singola track, ed allora è
andato oltre, o meglio, è andato "indietro", attingendo
a quel libro che narra di fatti ritenuti mitici dagli stessi personaggi
del SdA: il Silmarillion.
Esce così "Nightfall In Middle Earth", accomunato
al Silmarillion da qualcosa in più del plot narrativo. E'
un album enorme, iper-strutturato, di difficile lettura e, in qualche
modo, incompleto.
Hansi, al di là delle solite dichiarazioni "promozionali",
non ne è del tutto soddisfatto: sognava di girare l'Europa
come un bardo, cantando una saga stupenda, e si ritrova con un album
praticamente insuonabile dal vivo.
Forse (ma questo lo aggiungo io) si sarà reso conto che,
alla fine di tanta fatica, in tutto l'album un pezzo bello quanto
"Imaginations From The Other Side" (la song) non c'è.
Ed è stato proprio lui, in un'intervista, a dichiarare che
in futuro i pezzi sarebbero tornati più diretti.
Insomma, non la fine di un gruppo, ma di sicuro la fine di un ciclo.
Per
quanto riguarda Jon, invece, il discorso è più facile.
Qualcuno deve avergli fatto ascoltare "The Coming Curse"
un migliaio di volte, cercando di fargli capire che un pezzo del
genere può scriverlo solo un genio.
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Un
ottimo disco power, senza ombra di dubbi, ma non porta nulla
di nuovo, come dice Sigurd.
Apro subito una parentesi su quanto scritto da Sigurd: secondo
me in NIME c'e' un pezzo che e' piu' bello di Imaginations,
ed e' Mirro Mirror, che definire un capolavoro di canzone
IMHO e' riduttivo.
Chiusa la parentesi, torniamo a D&W. Heaven Denies e'
sicuramente una favola di canzone, e' la stessa canzone che
con uno spezzone in MP3 mi ha convinto a comprare il CD. Merita
una nota molto positiva anche Blood on My Hands, oltre alle
altre gia' citate, e anche Tear Down the Wall.
Il CD cmq in generale mi e' piaciuto, sono concorde sul volo,
ehm voto :) (aiuto! non picchiatemi!) e dico che e' un CD
dei Blind Guardian con sonorita' molto + cupe (Iced Earth?).
Anche per voi se amate il power come me e' un acquisto obbligato,
altrimenti vivrete lo stesso.
Bene, ho concluso il mio mini commento e torno ad ascoltarmi
il Keeper I che mi e' stato appena regalato :)). Ave!
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Black Shark -
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Glielo
avrei detto io, ma lui stava negli States ed io ero chiuso in bagno
(caffelatte, mezzo litro).
Il
resto me lo immagino così: i due sono amici e parlando salta
fuori l'idea di "fare qualcosa insieme". E visto che di
questi tempi trovare una casa discografica disposta a pubblicare
un disco power è facile pure per gli Edguy, ritrovarsi in
sala d'incisione è un attimo.
L'entusiasmo è grande, e mette fretta.
Heaven
Denies, il brano d'apertura (intro a parte), è effettivamente
un capolavoro, roba davvero da 10 o quasi. Pura Iced Earth song,
e delle migliori, con ampi inserti di quella ritmica ultra-speed,
asciutta e devastante che conoscete bene. La voce di Hansi si conferma
quanto di meglio c'è in Germania (insieme a Ralf e Udo, of
course). Il lungo finale sussurrato e ieratico parla chiaro: qua
si punta molto in alto.
Fiddler On The Green è la ballata immancabile, molto "A
Past And Future Secret" se non fosse per il finale irrobustito.
Gran bel pezzo. Niente di nuovo ovviamente ma, come dicevo, immancabile
e dunque necessaria. Un voto? 8.
Un altro highlight del disco è The Whistler, nervosa per
testo, struttura (se i due continueranno davvero, la strada sarà
questa... almeno spero!) e interpretazione. Forse un gradino sotto
Heaven Denies come bellezza "in assoluto", ma l'unico
pezzo che dice davvero qualcosa di nuovo. 9.
L'album si chiude con My Last Sunrise (outro a parte), semi-ballad
dai toni cupi (coerentemente con il resto dell'album), ben scritta
ma ordinaria, esaltata dall'ossessiva cantilena conclusiva. 8.
Di descrivere nel dettaglio gli altri brani senza ripetersi, forse,
sarebbe capace il signor Alighieri (chi l'ha colta la citazione
colta?). Io non mi cimento. Tutta roba tra il sei ed il sette, comunque.
Un
disco da comprare?
Se siete di quelli che acquistano tutto ciò che è
power-speed, assolutamente sì, immediatamente. E poi sforzatevi
di capire cosa c'è di bello qui che altrove manca.
Se invece avete festeggiato qualche compleanno in più (tipo
il sottoscritto) e davvero vi siete letti tutta 'sta rece... allora
un'idea forse ve la siete fatta da soli. Considerate che ad Heaven
Denies almeno un ascolto è dovuto.
Chiudo
come Jon Schaffer ha chiuso le sue quattro righe di ringraziamento:
"stay tuned, there's more to come".
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Sigurd -
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