Gruppo
Demons And Wizards

Titolo CD
Demons And Wizards

Anno di Pubblicazione
1999

Genere
Power / Speed

Durata
52' 42"

Etichetta
SPV / Steamhammer

Voto
7.5

Band
Hansi Kürsch - vocals
Jon Schaffer - rhythm, bass & lead guitars
Jim Morris - lead guitars
Mark Prator - drums


Tracklist
1- Rites of Passage
2- Heaven Denies
3- Poor Man's Crusade
4- Fiddler on the Green
5- Blood on my Hands
6- Path of Glory
7- Winter of Souls
8- The Whistler
9- Tear Down the Wall
10- Gallows Pole
11- My Last Sunrise
12- Chant

 

Hansi Kürsch e Jon Schaffer insieme!
Come avete reagito quando l'avete saputo? (io sono corso a chiudermi in bagno, ma considerate che un'ora prima avevo bevuto mezzo litro di caffelatte).
Per un amante del metal classico è un piccolo sogno che si avvera.
I giorni che hanno separato la lettura della notizia dall'arrivo del pacco contenente il dischetto li ho passati a pregare (si fa per dire) che i due avessero scritto un album "alla Blind Guardian", cantato "alla Blind Guardian" ma arrangiato "alla Iced Earth".

Oggi riascolto il cd per il 7° giorno di seguito, e davvero non ci sono più dubbi: questo è un album dei Blind Guardian arrangiato dagli Iced Earth. Preghiere esaudite! Ma allora Dio esiste? Ronnie James di sicuro, quell'altro non lo so.
Però adesso so una cosa che prima non sapevo, e ve la spiego così: costruiamoci insieme il "disco perfetto".
Scegliete un genere musicale (diciamo l'heavy metal). Scegliete *un modo* di suonare quel genere (facciamo power-speed metal). Scegliete *come* deve essere suonato (eccezionalmente bene, suppongo). Scegliete *chi* deve suonarlo (per esempio, due maestri indiscussi del settore).
Tutto perfetto? O vogliamo anche aggiungere un artwork molto bello, un concept ben narrato, una resa sonora da manuale d'acustica? Così, tanto per stare tranquilli.
Ebbene, sapete quanto vale questo "album dei sogni"? Vale 7 e mezzo. Ovvero, se la quasi-perfezione è 10, siamo arrivati a 3/4 di strada. Mancano 2 punti e mezzo: LA SORPRESA.

L'avessi sentito 7 anni fa, Demons & Wizards, probabilmente avrei pianto di gioia. Scoprivo allora la "magica ricetta del power-speed" e tutto era sorpresa. Ricordo che "The Reaper" dei Grave Digger, onesto compendio di "doppia-cassa-a-tutti-i-costi", mi sembrò un capolavoro assoluto.
Oggi no. Oggi "The Reaper" è un divertente intermezzo tra dischi migliori e "Demons & Wizards" è la gigantesca dimostrazione di forza di due monumenti del power.

A questo punto, però, non vorrei essere frainteso, e allora preciserò che:
- il disco in questione è un bel disco (e infatti ha preso 7 e mezzo);
- di "stanca riproposizione dei soliti temi" non si può proprio parlare perché l'album è vitale (oddio, vitale, con quella copertina...) e soprattutto perché, alla fin fine, la "musica dei Blind Guardian arrangiata dagli Iced Earth" finora non esisteva;
- tirare fuori il concetto di "moda del momento" con i due signori in questione, che inventavano questo genere quando dallo street si passava al grunge, sarebbe solo ridicolo.

E adesso vi butto là un'idea che mi si è piantata nel cervello e che non se ne andrà tanto presto.
I Demons & Wizards (insieme al nome del cavolo che si sono scelti) saranno l'occupazione principale di Hansi e Jon, a scapito di Blind Guardian ed Iced Earth.
Come sono arrivato a convincermi di questa panzana è presto detto.
Innanzitutto mi piace inventarmi storie assurde.
In secondo luogo, ho letto un paio di interviste estremamente equivoche, che sembrano fatte apposta per "preparare il campo" alla notizia vera e propria.
Infine, tutto in questo disco sembra indicare quella direzione, e qualche considerazione sulla storia recente dei due leader non fa che rendermi più possibilista.

Hansi Kürsch, qualche anno fa, ha deciso di tentare un'impresa musicale di proporzioni wagneriane: mettere in musica il capolavoro assoluto della letteratura fantasy, Il Signore Degli Anelli. Il titolo, però, se l'era già bruciato per una singola track, ed allora è andato oltre, o meglio, è andato "indietro", attingendo a quel libro che narra di fatti ritenuti mitici dagli stessi personaggi del SdA: il Silmarillion.
Esce così "Nightfall In Middle Earth", accomunato al Silmarillion da qualcosa in più del plot narrativo. E' un album enorme, iper-strutturato, di difficile lettura e, in qualche modo, incompleto.
Hansi, al di là delle solite dichiarazioni "promozionali", non ne è del tutto soddisfatto: sognava di girare l'Europa come un bardo, cantando una saga stupenda, e si ritrova con un album praticamente insuonabile dal vivo.
Forse (ma questo lo aggiungo io) si sarà reso conto che, alla fine di tanta fatica, in tutto l'album un pezzo bello quanto "Imaginations From The Other Side" (la song) non c'è.
Ed è stato proprio lui, in un'intervista, a dichiarare che in futuro i pezzi sarebbero tornati più diretti.
Insomma, non la fine di un gruppo, ma di sicuro la fine di un ciclo.

Per quanto riguarda Jon, invece, il discorso è più facile.
Qualcuno deve avergli fatto ascoltare "The Coming Curse" un migliaio di volte, cercando di fargli capire che un pezzo del genere può scriverlo solo un genio.

Un ottimo disco power, senza ombra di dubbi, ma non porta nulla di nuovo, come dice Sigurd.
Apro subito una parentesi su quanto scritto da Sigurd: secondo me in NIME c'e' un pezzo che e' piu' bello di Imaginations, ed e' Mirro Mirror, che definire un capolavoro di canzone IMHO e' riduttivo.
Chiusa la parentesi, torniamo a D&W. Heaven Denies e' sicuramente una favola di canzone, e' la stessa canzone che con uno spezzone in MP3 mi ha convinto a comprare il CD. Merita una nota molto positiva anche Blood on My Hands, oltre alle altre gia' citate, e anche Tear Down the Wall.
Il CD cmq in generale mi e' piaciuto, sono concorde sul volo, ehm voto :) (aiuto! non picchiatemi!) e dico che e' un CD dei Blind Guardian con sonorita' molto + cupe (Iced Earth?).
Anche per voi se amate il power come me e' un acquisto obbligato, altrimenti vivrete lo stesso.
Bene, ho concluso il mio mini commento e torno ad ascoltarmi il Keeper I che mi e' stato appena regalato :)). Ave!

- Black Shark -

Glielo avrei detto io, ma lui stava negli States ed io ero chiuso in bagno (caffelatte, mezzo litro).

Il resto me lo immagino così: i due sono amici e parlando salta fuori l'idea di "fare qualcosa insieme". E visto che di questi tempi trovare una casa discografica disposta a pubblicare un disco power è facile pure per gli Edguy, ritrovarsi in sala d'incisione è un attimo.
L'entusiasmo è grande, e mette fretta.

Heaven Denies, il brano d'apertura (intro a parte), è effettivamente un capolavoro, roba davvero da 10 o quasi. Pura Iced Earth song, e delle migliori, con ampi inserti di quella ritmica ultra-speed, asciutta e devastante che conoscete bene. La voce di Hansi si conferma quanto di meglio c'è in Germania (insieme a Ralf e Udo, of course). Il lungo finale sussurrato e ieratico parla chiaro: qua si punta molto in alto.
Fiddler On The Green è la ballata immancabile, molto "A Past And Future Secret" se non fosse per il finale irrobustito. Gran bel pezzo. Niente di nuovo ovviamente ma, come dicevo, immancabile e dunque necessaria. Un voto? 8.
Un altro highlight del disco è The Whistler, nervosa per testo, struttura (se i due continueranno davvero, la strada sarà questa... almeno spero!) e interpretazione. Forse un gradino sotto Heaven Denies come bellezza "in assoluto", ma l'unico pezzo che dice davvero qualcosa di nuovo. 9.
L'album si chiude con My Last Sunrise (outro a parte), semi-ballad dai toni cupi (coerentemente con il resto dell'album), ben scritta ma ordinaria, esaltata dall'ossessiva cantilena conclusiva. 8.
Di descrivere nel dettaglio gli altri brani senza ripetersi, forse, sarebbe capace il signor Alighieri (chi l'ha colta la citazione colta?). Io non mi cimento. Tutta roba tra il sei ed il sette, comunque.

Un disco da comprare?
Se siete di quelli che acquistano tutto ciò che è power-speed, assolutamente sì, immediatamente. E poi sforzatevi di capire cosa c'è di bello qui che altrove manca.
Se invece avete festeggiato qualche compleanno in più (tipo il sottoscritto) e davvero vi siete letti tutta 'sta rece... allora un'idea forse ve la siete fatta da soli. Considerate che ad Heaven Denies almeno un ascolto è dovuto.

Chiudo come Jon Schaffer ha chiuso le sue quattro righe di ringraziamento: "stay tuned, there's more to come".

- Sigurd -