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Innesti
di piano, accelerazioni mai estreme, chitarre quasi sempre "impastate",
liriche in Norvegese, questo in poche superficiali parole il secondo
full-lenght dei norvegesi Dimmu Borgir.
Un
album carico di "Nera Energia" soprattutto nei testi,
decisamente anticristiani, che non viene mai liberata del tutto
data la volontà della band di intrapredere un cammino che
si discosti dai tradizionali canoni del Black Metal, soprattutto
quello più feroce, per affondare le sue radici in un suono
spesso cadenzato e arricchito di stacchi melodici magistralalmente
interpretati da un piano mai inopportuno...
Sintetizzatori e piano sbucano spesso da dietro l'angolo per inscenare
rappresentazioni melodiche in grado di rapire l'ascoltatore, proiettandolo
in un regno fatto solo di tenebre e sofferenza; il suono delle chitarre
mai pulito contribuisce a creare un'atmosfera opprimente, misteriosa
e molto suggestiva, supportato da una batteria molto "tenebrosa"
e da una voce che soprattutto nelle tracks "Alt Lys Er Svunnet
Hen" e "Stormblast" si presenta molto graffiante.
Si parte subito forte con il capolavoro "Alt Lys Er Svunnet
Hen": inizia il piano, leggero, poi si apronole danze con alcuni
minuti di autentico delirio Oscuro-Melodico, i roventi screams di
Shagrath sono sempre puntuali e un paio di leggere accelarioni ci
sparano al centro di una song che sicuramente è il miglior
pezzo dell'intero album.
Ora è la volta di "Broderskapets Ring" pezzo cadenzato
e dalle vocals meno estreme; "Nar Sjelen Hentes Til Helvete",
melodica ma non troppo, con un pregevole stacco di piano ci introduce
alla stupenda "Sorgens Kammer", sei minuti di solo piano
davvero struggenti; si accelera poco per la successiva "Da
Den Kristne Satte Livet Til" per giungere finalmente alla title
track "Stormblast" autentico tripudio di malvagità
non neccessariamente accoppiata ad un suono feroce, dove la voce
di Silenoz (...credo) diventa padrona assoluta della scena.
"Antikrist", cattivissima solo nel titolo e a volte nel
cantato, "Dodsferd" supportata dai un bellisama batteria
e
dai soliti stacchi melodici ,e "Vinder Fra En Ensom Grav"
ci tragettano verso la conclusiva "Guds Fortapelse-Apenbaring
Av Dommedag"dall'nizio molto teatrale.
Questo album non ha nulla a che spartire con i successivi lavori
dei Borgir, è sicuramente meno cattivo dal punto di vista
musicale ma sicuramente più oscuro e cupo, con un suono molto
particolare, ricco di tratti melodici guidati da piano e sintetizzatori,
di assoluta-Oscura bellezza.
In sostanza, ad onor del vero, l'album è abbastanza simile
in tutte le sue tracks, se is eccettuano "Alt Lys...",
"Stormblast" e "Sorgens Kammer", ma si possono
già intravedere alcune qualità di una band che presto
diventerà l'assoluta dominatrice della scena Melodic-Black
mondiale.
I Neri Signori Norvegesi non sono ancora ascesi al trono, ma il
tempo è ormai maturo...
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Anima Nera -
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