Gruppo
AA.VV.

Titolo CD
Holy Dio - A tribute to the voice of metal: Ronnie James Dio

Anno di Pubblicazione
N/D

Genere
Metal contaminato

Durata
CD1 50' 39" - CD2 48' 55"

Etichetta
Century Media

Voto assoluto
considerando 7 brani tra l'ottimo e l'eccellente per 32.000 lire: 10 pieno

Voto medio tra i brani
8 1/2

Voto considerando l'esistenza delle versioni originali
7+

Band
N/D


Tracklist
N/D

 

Colgo l'occasione per dire la mia su un sacco di ottima musica e ottimi musicisti in una sola recensione. E' lunga, lo so, ma rileggendola l'ho trovata interessante. (per non cadere nel ridicolo, ho evitato di aggiungere IMHO ad ogni mia umile opinione, ce ne saranno 100 qua sotto...).

- CD1 -

1. Blind Guardian - Don't Talk To Strangers
uno dei pezzi più belli del repertorio di Ronald James Padovano (lo sapevate?), qui riproposto in pieno Guardian-style. Guadagna in potenza e forse anche in sound. La prova vocale di Hansi è un'ottima alternativa alla versione originale, che però resta leggermente migliore (l'amico crucco nulla può contro i vocalizzi effemminati di Dio)
2. Primal Fear - Kill The King
il brano più vecchio che io conosca in cui si fa uso della doppia cassa (era il 1976 - gloria a te, Cozy) è qui riproposto in modo pressoché identico, dal sound al solo neoclassico, ma la voce di Scheepers (qui finalmente ai livelli dei tre album col Raggio Gamma) sembra persino più adatta al brano dell'originale.
3. Doro - Egypt (The Chains Are On)
la prima sorpresa del disco. E chi se la ricordava più la vecchia Doro Pesch... e invece ci rimette a nuovo uno slow epic di quando forse ancora l'espressione epic-metal non era stata coniata. Versione complessivamente migliore dell'originale, con le prove vocali che si equivalgono.
4. Jag Panzer - Children Of the Sea
5. Fates Warning - Sign Of The Southern Cross
un pezzo meraviglioso, ben reso
6. Catch The Rainbow - Rainbow Eyes
un gruppo che porta il nome di una delle due grandi ballate dei Rainbow, che esegue l'altra grande ballata... Boh, il pezzo è grandioso anche così, senza Filarmonica di Londra dietro e con una prova vocale sufficiente al posto di uno dei capolavori interpretativi di Dio. Uli Kusch alla batteria.
7. Gamma Ray - Long Live Rock'N'Roll
la title-track dell'album dei Rainbow che contiene anche Kill The King, Rainbow Eyes e Gates Of Babylon. I Gamma giocano e si divertono, io un po' meno. Il confronto con l'originale è impietoso, lasciamo perdere.
8. Swano/Tagtgren - Country Girl
non conosco l'originale targata Black Sabbath, chiedo venia, ma non mi ha fatto grande impressione.
9. Yngwie Malmsteen - Gates Of Babylon
lievemente riarrangiata rispetto all'originale, proprio come dovrebbe essere una cover. Il pezzo è stupendo, J.S. Soto è uno dei migliori epigoni di Dio di sempre e l'assenza dell'orchestra è parzialmente compensata da keyboards intelligenti. Un'alternativa da avere, seppure non al livello della maestà dell'originale.

- CD2 -

1. Grave Digger - We Rock
no, they don't. They metal. Doppia cassa costante, Bolthendal incazzatissimo, energia alle stelle. Insomma, i Grave Digger. Alla grande.
2. Hammerfall - Man On The Silver Mountain
scusatemi, ma continuo a pensare che se Joacim Cans si presenta dal prete della mia parrocchia, quello gli risponde che ha la voce troppo poco cattiva per cantare in chiesa. Qui, se non altro, duetta con Hansen.
3. Holy Mother - Holy Diver
niente male, ma non ho mai straveduto neanche per l'originale. Resta il valore storico (e vorrei conoscere il testo).
4. Stratovarius - Kill The King

Bel disco, a parte qualche prova deludente Secondo me le cover più riuscite sono Still I'm Sad ( anche se Pell non è Blackmore nè Malmsteen ) e Temple of the king, una delle mie canzoni preferite dei Rainbow, che gli Angel dust interpretano magnificamente ( un mix tra originale, live e idee loro )

- Pontiggia -


che spettacolo gli Stratovarius imperfetti! A non conoscerli, li potresti definire brutti, sporchi e cattivi (sì, insomma, tutto è relativo). Per il resto, c'era già la versione dei Primal Fear, e questa ce l'hanno messa tanto per scrivere Stratovarius sula copertina, suppongo.
5. Axel Rudi Pell - Still I'm Sad
la seconda grande sorpresa del disco. Del brano ce ne sono in giro almeno quattro versioni diverse: l'originale degli Yardbirds, oscura e intima; la prima cover dei Rainbow, strumentale; la versione live su Rainbow On Stage, ovvero LA MUSICA; ed una terza versione dei Rainbow, dal sound più "moderno". Questa è la quinta, e tra hammond impazziti, un cantante spettacolare di cui so solo il nome (Johnny Gioeli) e gli inevitabili ultravirtuosismi di Pell, mi fa dire: sì, ce n'era bisogno!
6. Enola Gay - Heaven And Hell
7. Steel Prophet - Neon Knights
due compiti ben eseguiti. Ma tanto HAH dei Black Sabbath ce l'avete, no?
8. Solitude Aeternus - Shame On The Night
9. Destiny's End - The Last In Line
uno scherzo di cattivo gusto, oppure un insulto ad uno dei pezzi che mi hanno fatto amare il metal. Nell'originale c'è l'urlo più bello che io abbia mai sentito, nel caso non lo conosceste.
10. Angel Dust - Temple Of The King
il miglior brano del lotto. Gli Angel Dust sanno suonare, il che significa: spaccano il culo tecnicamente MA SOPRATTUTTO INTERPRETANO, e aggiungono feeling ad un pezzo che di feeling ne ha a tonnellate. Dirk Thurisch è un gigante.

- Sigurd -