Gruppo
Dream Theater

Titolo CD
Awake

Anno di Pubblicazione
1994

Genere
Progressive Metal

Durata
74' 56"

Etichetta
EastWest

Voto
10

Band
James LaBrie - Vocals
John Petrucci - Guitars
Kevin Moore - Keyboards
John Myung - Bass
Mike Portnoy - Drums & Percussion


Tracklist
1- 6:00 (5:31)
2- Caught In A Web (5:28)
3- Innocence Faded (5:43)
4- Erotomania (Instrumental) (6:45)
5- Voices (9:53)
6- The Silent Man (3:48)
7- The Mirror (6:45)
8- Lie (6:34)
9- Lifting Shadows Off A Dream (6:05)
10- Scarred (11:00)
11- Space-Dye Vest (7:29)

 

Uscito nel 1994 in un clima di grande attesa, AWAKE è il terzo CD dei Dream Theater, in un certo senso il più 'critico' per la vita di ogni band. Dopo "When Dream And Day Unite", (registrato ancora con il vecchio cantante, Dominici), e l'ormai storico "Images And Words", disco di debutto di James LaBrie, ci si aspettava una conferma del talento mostrato fino ad allora: Awake non ha tradito le aspettative, risultando un'opera completa, ispirata e ottimamente prodotta.
Il tono generale del disco è decisamente più pesante di quello di Images And Words. Già dalla copertina (molto bella) si intuisce quale sarà lo spirito che pervaderà ogni singola nota: in mezzo a una grigia distesa di dune sabbiose, in una notte stellata e sullo sfondo di una città in rovina, una statua di un vecchio dalla lunga barba 'osserva' uno specchio dove si riflette il volto di un giovane.... Il sound è più duro, dalle atmosfere più cariche, grazie soprattutto alla scelta di Petrucci di usare una Ibanez a 6 corde.
Awake è l'ultimo disco di Kevin Moore con i Dream Theater, e anche quello in cui la sua influenza è più marcata, con il suo stile particolarissimo e le sue sonorità malinconiche e affascinanti. Anche grazie alla buona produzione, infatti, in Awake si dà finalmente maggiore 'volume' alle tastiere di Kevin e al basso di Myung, e il risultato non può che essere positivo.
Tutti i cinque componenti si dimostrano ancora una volta semplicemente fenomenali in quanto a tecnica, stile e capacità compositive: Awake risulta essere un disco molto ben strutturato, con un crescendo di intensità emotiva che porta l'ascoltatore ad appassionarsi sempre di più man mano che le canzoni si susseguono. Questo tuttavia non deve far pensare che si tratti di un disco "facile": Awake è un disco piuttosto 'difficile' (cosa del resto abbastanza tipica del prog metal), che necessita di diversi ascolti per conoscerlo e ,in seguito, di molti altri per poterlo finalmente apprezzare e 'gustare' in ogni sua parte. Io stesso, pur possedendo il CD da ormai un anno e mezzo, mi stupisco di riuscire a trovare ad ogni ascolto qualche cosa di nuovo, sia esso un giro di basso, un tempo doppio, un riff seminascosto, una sottomelodia inserita da qualche parte... davvero fantastico!
Ma procediamo ora con un analisi (forzatamente a grandi linee, essendo umanamente impossibile descrivere in ogni aspetto un disco tanto complesso!!) pezzo per pezzo:

1- 6:00 - La canzone di introduzione al disco, che parte con un assolo di batteria per svilupparsi in un pezzo ritmato, abbastanza piacevole e non eccessivamente complesso, la canzone tutto sommato meno ispirata dell'intero CD.

2- Caught In A Web - Ecco che si ha un assaggio del sound duro tipico del disco: un inizio potente, con James LaBrie che spesso (in tutto il CD) abbandona i toni puliti di I&W per 'sporcare' un po' la voce e contribuire così ad 'appesantire' le canzoni. Buoni assoli di chitarra, un ottima prova di Portnoy, come sempre fenomenale.

3- Innocence Faded - Il tono qui si alleggerisce con una chitarra più pulita, tastiere in sottofondo, voce pulita, un atmosfera piuttosto rilassata, e un chorus piacevole.

4- Erotomania - Strumentale, i DT confermano di essere tecnicamente mostruosi con un pezzo vario anche se forse leggermente troppo lungo, dagli ottimi assoli di chitarra e tastiere e con una parte ritmica più che buona.

5- Voices - Pezzo molto lungo (9:53) ma decisamente ispirato, dal chorus forse troppo rallentato, ma dalle atmosfere particolarissime, e dalla melodia abbastanza varia. Aggiungiamo poi un bel testo e la consueta lezione di tecnica, otteniamo un pezzo più che buono.

Uno dei migliori dischi di heavy metal degli anni '90, non c'è che dire. I DT confezionano un prodotto di gran caratura, riuscendo a reinventarsi rispetto al precedente masterpiece 'Images And Words'. Poco aggiungo a quanto ha ottimamente già detto FabioTM. Va senz'altro rimarcato il netto mutamento di sound, che vede messe da parte la solarità di I&W a vantaggio dell'atmosfera pesante, caliginosa del presente lavoro. Una mano essenziale la dà l'uso del basso a sei corde, che per la prima volta su disco John Myung imbraccia (le tracce dei precedenti album sono interamente suonate sul quattro corde), conferendo quella 'pacca' (mi si scusi il termine fin troppo tecnico... ;-) ) che la magistrale produzione non fa altro che confermare.
Il disco risulta equilibrato nel suo svolgimento, non lamentando cali di tensione; l'attenzione dell'ascoltatore viene tenuta abilmente desta, attraverso brani polimorfi, (quasi) mai scontati. Molti piccoli 'segreti' si celano qua e là: dalle svariate 'reprise' dei temi delle canzoni lungo tutto il disco, alle citazioni da varia cinematografia soprattutto in quel gioiellino che è 'Space-Dye Vest', il brano più sentito ed evocativo dell'intera produzione della band. Il talento del Kevin Moore più intimista permea di sé il lavoro, ancor più del precendente, soffiando cellule di vita nella robotica corazza di Petrucci e soci. Amareggia una volta di più ricordare come si siano evolute le vicende: Moore che rinuncia al sicuro successo per amore della propria musica, e i DT che con lui perdono l'anima più affascinante e ispirata. 'Awake' è un disco razionale, calcolato, chirurgico, creato nel freddo (i rapporti all'interno della band non erano idilliaci, lo si sa); ma una volta superato l'impatto con gli aspetti più 'duri', ci si accorge di quel nascosto ma forte afflato vitale che solo Moore poteva donargli. Chiunque non si sia mai trovato a farlo, tenti una scalata a questa impervia parete di roccia; proceda lento, senza timore, e aguzzi l'occhio...i fiori che di certo troverà lo faranno sentire ripagato dello sforzo.

- Pietro -

6- The Silent Man - Pezzo acustico, chitarra e voce, scritto da John Petrucci, un brano piacevole e rilassante, l'ideale per spezzare il ritmo e dare all'ascoltatore un attimo di riposo dopo una canzone intensa come Voices, per introdurlo nella seconda parte del disco dove si susseguiranno cinque capolavori.

7- The Mirror - Ecco uno dei pezzi migliori dell'intero CD, che parte con un riff di chitarra pesantissimo e continua con un ritmo martellante e molto aggressivo, supportato dalle magiche tastiere di Moore che danno un tono molto 'notturno' al pezzo. Ottima la prova di LaBrie che si dimostra fantastico anche su tonalità più 'sporche'. Portnoy si supera con una parte ritmica superba, e tocca quindi ancora a Moore chiudere in bellezza questo capolavoro con uno degli 'assoli' di tastiera migliori del disco.

8- Lie - Collegata a The Mirror, Lie è un altro dei pezzi migliori del CD. Più veloce della precedente, risulta essere più 'diretta' specie nella prima metà, senza rinunciare a chitarre pesantissime ed un tono potente. Nella seconda parte del pezzo troviamo uno degli assoli di chitarra migliori di sempre: John Petrucci dà una dimostrazione del suo immenso talento con un assolo che parte lentamente per poi accelerare con melodie suonate a supervelocità e con grande precisione, senza per questo perdere il filo della canzone.

9- Lifting Shadows Off A Dream - Dopo due canzoni 'pesanti' come le precedenti i DT hanno giustamente inserito un pezzo più lento e rilassante, con atmosfere coinvolgenti e magiche. Lifting...offre delle melodie delicate e un atmosfera molto 'eterea', dimostrando l'estrema duttilità di cui i cinque sono capaci.

10- Scarred - Questa è forse la canzone miglliore del disco insieme a The Mirror: 11 minuti di puro genio. Grandissima complessità musicale, melodia e tecnica si fondono per formare un autentico capolavoro. Inizio con sonorità vagamente jazz, il brano si sviluppa in un susseguirsi di melodie, emozioni, atmosfere decisamente indescrivibili, un pezzo da ascoltare assolutamente. Il testo è stato scritto da John Petrucci, dedicato al padre malato di cancro, che purtroppo morirà pochi mesi più tardi.

11- Space-Dye Vest - Interamente scritta da Kevin Moore, è una canzone molto malinconica, triste e emozionante. Suonata al pianoforte, è un brano notturno, da ascoltare da soli, con passione, per provare tutte le sensazioni che offre. Una conclusione migliore non era possibile per un album grandioso come Awake.

In conclusione, Awake è il disco che consacra i Dream Theater fra i grandi del metal, un disco difficile e complesso, che dopo diversi ascolti apre però le porte verso un affascinante mondo musicale tutto da scoprire.

- FabioTM -