Gruppo
Fantômas

Titolo CD
The Director's Cut

Anno di Pubblicazione
2001

Genere
Experimental Metal

Durata
38'52"
Etichetta
Ipecac

Voto
8.5

Band
Mike Patton - vocals, keyboards, effects
Buzz Osborne - guitar
Trevor Dunn - bass
Dave Lombardo - drums, percussions

Tracklist
01. The Godfather
02. Der Golem
03. Experiment in Terror
04. One Step Beyond
05. Night of the Hunter [Remix]
06. Cape Fear
07. Rosemary's Baby
08. The Devil Rides Out [Remix]
09. Spider Baby
10. The Omen
11. Henry: Portrait of a Serial Killer
12. Vendetta
13. -
14. Investigation of a Citizen Above Suspicion
15. Twin Peaks: Fire Walk With Me
16. Charade

 

"Amenaza Al Mundo", il disco d'esordio dei Fantômas, aveva creato un certo scalpore tra i fan di Mike Patton, la maggior parte dei quali si era trovata decisamente spaesata dalla scelta musicale operata dal loro beniamino.
Sono stati espressi i giudizi più disparati e contrastanti ("capolavoro", "'monnezza" e via dicendo...), ma la cosa certa è che l'ennesimo esperimento del cantante californiano non era passato inosservato. Personalmente, ho trovato l'album un po' troppo episodico e frammentario (anche se credo fosse una cosa voluta), il sapore di "divertissment" era eccessivamente marcato, ma si gettavano ottime basi per futuri sviluppi: attendevo quindi questo nuovo lavoro con molta impazienza, memore anche delle grandi capacità
ri-compositive del discusso vocalist (chi ha presente "Let's Lynch The Landlord" dei Dead Kennedys rifatta dai Faith No More sa di cosa parlo).
In tutta onestà, posso dire che le aspettative non sono state tradite:
Patton sfodera il suo genio più raffinato per riarrangiare 16 temi di colonne sonore di altrettanti classici del cinema, accompaganto in questa impresa da Buzz Osborne (l'impareggiabile chitarra dei Melvins), Trevor Dunn (Mr.Bungle) al basso e Dave Lombardo (Slayer, Grip Inc., autore di una prova davvero straordinaria) alle percussioni.
La lenta intro di "The Godfather" è solo un preludio all'attacco sonoro che ci aspetta nella restante parte della canzone, che rappresenta uno dei pochi punti di contatto con l'attitudine violenta e rumorista che regnava incontrastata nell'album precedente.
Già dalla successiva "Der Golem", lenta ed oscura, si percepisce che ci troviamo di fronte a qualcosa di molto diverso, anche se il vero cambiamento lo abbiamo a partire dalla bella (re)interpretazione di "Experiment In Terror", dove Patton sorprende con un cantato dolce e modulato (una novità per i Fantômas da studio); si prosegue poi attraverso altre tracce di buonissimo livello, come "One Step Beyond" e "Rosemary's Baby", arrivando a "Spider Baby" che rappresenta indubbiamente uno dei pezzi migliori
dell'album: accattivante, ottimamente (ri)costruita, con voce e chitarra incalzanti e che non lasciano un attimo di respiro, e un po' il manifesto della grande qualità di questo progetto e soprattuto del grande cambiamento dei Fanômas. La "satanica" e tiratissima "The Omen" fa da preludio alla tetra e deviata versione di "Henry: Portrait of a Serial Killer" dove sui tempi estremamente dilatati domina una chitarra malata e distorta, con molti spunti noise.
Con "Investigation of a Citizen Above Suspicion" di Morricone, Patton dimostra di aver appreso bene la lezione di "The Big Gundown" di John Zorn (il cui il sassofonista/compositore propone reinterpretazioni di temi delle colonne sonore più famose di Ennio Morricone), dato che questa è a mio avviso la
migliore delle cover presentate: trascinante e completa, senza una sbavatura, con oculati guizzi stilistici che la rendono un vero gioiello.
Concludono impeccabilmente il disco la lenta ed avvolgente "Twin Peaks: Fire Walk With Me" ed una frizzante rilettura di "Charade" di Henry Mancini.
Unico neo (anche se indipendente dalla volontà del gruppo) è l'esclusione dovuta a motivi legali di "What A Feeling", tratta da "Flashdance" (che assieme alla scaramanzia di Patton, spiega come mai la traccia 13 è vuota). Con questo disco i Fantômas dimostrano di saperci fare e non di essere semplicemente "casinisti" o "sconclusionati": precisione assoluta (come anche le esibizioni dal vivo confermano), esecuzione pulita, molta varietà (specialmente per quel che riguarda la voce) e soprattutto nessun senso di confusione o inutilità che ci poteva cogliere nell'ascolto del disco precedente.
Il gruppo ha cambiato corsia, ha fatto indubbiamente un passo avanti, ora non resta che attendere il nuovo materiale originale per avere la conferma definitiva della grande qualità di questo progetto.

- Matteo "MaC" Carioni -