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E'
indubbio che Peace Sells sia una pietra miliare non solo del thrash,
ma del metal in generale; uscito nel 1986, è il secondo album
dei Megadeth. La formazione non è ancora quella che molti
considerano la "classica", cioè Mustaine, Ellefson,
Menza e Friedman; al posto di questi ultimi due troviamo
Gar Samuelson e Chris Poland. Senza stare a discutere su chi sia
migliore o peggiore, direi che entrambe le soluzioni si equivalgono
(anche se, va detto, la classe di Friedman è sicuramente
superiore).
In questo disco Mustaine, oltre a confermare di essere,da solo,
il 70% della band, dà sfoggio delle sue qualità vocali
con il suo cantato unico e indefinibile che tutti conosciamo. Ma
forse l'aspetto più importante di questo album, come del
resto sarà per Rust In Peace, sono i riff di chitarra assolutamente
coinvolgenti e trascinanti (esempi lampanti nella stessa Peace Sells
o in The Conjuring); non da meno sono
le intro delle canzoni, in cui "Mr.Bad Guy" e soci si
rivelano dei veri maestri, basta ascoltare Bad Omen, My Last Words,
Peace Sells...
Ma andiamo per ordine: La prima canzone del disco è Wake
Up Dead, la quale ti getta senza troppi complimenti in quella che
sarà l'atmosfera generale del disco, cioè chitarre
dure con una grandissima parte ritmica e buoni assoli. Si continua
con The Conjuring, ancora più cattiva, con Samuelson che
picchia duro e Mustaine che si impegna in una voce decisamente
poco amichevole. Arriviamo così a Peace Sells, ottimo brano
che da il titolo all'album e che ,dopo un intro batteria e basso,
proietta molto in alto i Megadeth con un portentoso susseguirsi
di strofa e chorus per concludersi con una delle poche comparse
del coro nel disco. Splendida. Troviamo poi Devils Island, un buon
pezzo senza però il mordente di tutte le altre, forse il
punto più basso del disco, pur rimanendo su livelli più
che accettabili. Ma ora, ecco che i Megadeth superano loro stessi
con un brano che è entrato di prepotenza nel novero delle
canzoni storiche di sempre: Good Mourning...Black Friday. La canzone
(ufficialmente divisa in due, come appare sul booklet) parte con
un indimenticabile solo di chitarra elettrica pulita, accompagnato
poi, gradualmente, dagli altri strumenti, per evolversi in seguito
in un crescendo di velocità e "pesantezza" sonora.
Il pezzo decolla definitivamente con il riff al minuto 3.00, per
continuare a "incazzarsi" sempre di più fino al
finale davvero potentissimo con il coro "Paint the devil on
the wall!!". Concludendo, uno dei "crescendo" migliori
di sempre, con in più un arrangiamento magistrale e un atmosfera
unica che ne fa un punto di riferimento inamovibile per tutti i
thrashers e non solo.
Dopo un capolavoro simile era molto difficile continuare con un
pezzo che, almeno, non sfigurasse: con Bad Omen i Megadeth vanno
sul sicuro, proponendo una canzone dalla introduzione di grande
effetto, con una grande parte di chitarra, per evolversi in una
thrash song di buon livello. Segue I Ain't Superstitious, una cover
della canzone scritta nel 1963 da Willie Dixon. Un pezzo blues suonato
da un gruppo metal, con risultati divertenti, insomma una buona
idea per alleggerire un po' l'atmosfera del disco. Atmosfera che
viene ripresa alla grande con un'altra grande intro, quella
di My Last Words, con una chitarra pulita che conduce ad una canzone
veloce e segnata dalla batteria in grande evidenza. Il finale è
degno dell'intro, con il coro "You, next victim, You, next
to die!" che chiude alla grande un disco memorabile.
Se volessimo trovare dei difetti, sicuramente quello più
evidente e innegabile è la durata decisamente breve del disco,
solamente poco più di 36 minuti; un altro difetto potrebbe
essere la mancanza di personalità di Poland, eclissato oltretutto
dall'onnipresente Mustaine.
Questi difetti hanno tuttavia un'importanza marginale nel giudizio
complessivo, che non può che essere positivo. Concludendo,
Peace Sells...But Who's Buying è un disco breve ma molto
intenso, con almeno quattro canzoni storiche e altrettante di buonissimo
livello, probabilmente il punto più alto raggiunto dai Megadeth
nel loro periodo di maggior ispirazione (secondi anni '80).
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FabioTM -
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