Gruppo
Megadeth

Titolo CD
Peace Sells... But Who's Buying ?

Anno di Pubblicazione
N/D

Genere
Thrash

Durata
36' 12"

Etichetta
Capitol Records

Voto
9 (solo perchè è decisamente breve, altrimenti 9.5)

Band
Dave Mustaine (Vocals, Lead & Rhythm Guitars)
Chris Poland (Lead & Rhythm Guitars)
David Ellefson (Bass Guitar & Back-Up Vocals)
Gar Samuelson (Drums)


Tracklist
1-Wake Up Dead
2-The Conjuring
3-Peace Sells
4-Devils Island
5-Good Mourning...Black Friday
6-Bad Omen
7-I Ain't Superstitious
8-My Last Words

 

E' indubbio che Peace Sells sia una pietra miliare non solo del thrash, ma del metal in generale; uscito nel 1986, è il secondo album dei Megadeth. La formazione non è ancora quella che molti considerano la "classica", cioè Mustaine, Ellefson, Menza e Friedman; al posto di questi ultimi due troviamo Gar Samuelson e Chris Poland. Senza stare a discutere su chi sia migliore o peggiore, direi che entrambe le soluzioni si equivalgono (anche se, va detto, la classe di Friedman è sicuramente superiore).
In questo disco Mustaine, oltre a confermare di essere,da solo, il 70% della band, dà sfoggio delle sue qualità vocali con il suo cantato unico e indefinibile che tutti conosciamo. Ma forse l'aspetto più importante di questo album, come del resto sarà per Rust In Peace, sono i riff di chitarra assolutamente coinvolgenti e trascinanti (esempi lampanti nella stessa Peace Sells o in The Conjuring); non da meno sono le intro delle canzoni, in cui "Mr.Bad Guy" e soci si rivelano dei veri maestri, basta ascoltare Bad Omen, My Last Words, Peace Sells...
Ma andiamo per ordine: La prima canzone del disco è Wake Up Dead, la quale ti getta senza troppi complimenti in quella che sarà l'atmosfera generale del disco, cioè chitarre dure con una grandissima parte ritmica e buoni assoli. Si continua con The Conjuring, ancora più cattiva, con Samuelson che picchia duro e Mustaine che si impegna in una voce decisamente poco amichevole. Arriviamo così a Peace Sells, ottimo brano che da il titolo all'album e che ,dopo un intro batteria e basso, proietta molto in alto i Megadeth con un portentoso susseguirsi di strofa e chorus per concludersi con una delle poche comparse del coro nel disco. Splendida. Troviamo poi Devils Island, un buon pezzo senza però il mordente di tutte le altre, forse il punto più basso del disco, pur rimanendo su livelli più che accettabili. Ma ora, ecco che i Megadeth superano loro stessi con un brano che è entrato di prepotenza nel novero delle canzoni storiche di sempre: Good Mourning...Black Friday. La canzone (ufficialmente divisa in due, come appare sul booklet) parte con un indimenticabile solo di chitarra elettrica pulita, accompagnato poi, gradualmente, dagli altri strumenti, per evolversi in seguito in un crescendo di velocità e "pesantezza" sonora. Il pezzo decolla definitivamente con il riff al minuto 3.00, per continuare a "incazzarsi" sempre di più fino al finale davvero potentissimo con il coro "Paint the devil on the wall!!". Concludendo, uno dei "crescendo" migliori di sempre, con in più un arrangiamento magistrale e un atmosfera unica che ne fa un punto di riferimento inamovibile per tutti i thrashers e non solo.
Dopo un capolavoro simile era molto difficile continuare con un pezzo che, almeno, non sfigurasse: con Bad Omen i Megadeth vanno sul sicuro, proponendo una canzone dalla introduzione di grande effetto, con una grande parte di chitarra, per evolversi in una thrash song di buon livello. Segue I Ain't Superstitious, una cover della canzone scritta nel 1963 da Willie Dixon. Un pezzo blues suonato da un gruppo metal, con risultati divertenti, insomma una buona idea per alleggerire un po' l'atmosfera del disco. Atmosfera che viene ripresa alla grande con un'altra grande intro, quella di My Last Words, con una chitarra pulita che conduce ad una canzone veloce e segnata dalla batteria in grande evidenza. Il finale è degno dell'intro, con il coro "You, next victim, You, next to die!" che chiude alla grande un disco memorabile.
Se volessimo trovare dei difetti, sicuramente quello più evidente e innegabile è la durata decisamente breve del disco, solamente poco più di 36 minuti; un altro difetto potrebbe essere la mancanza di personalità di Poland, eclissato oltretutto dall'onnipresente Mustaine.
Questi difetti hanno tuttavia un'importanza marginale nel giudizio complessivo, che non può che essere positivo. Concludendo, Peace Sells...But Who's Buying è un disco breve ma molto intenso, con almeno quattro canzoni storiche e altrettante di buonissimo livello, probabilmente il punto più alto raggiunto dai Megadeth nel loro periodo di maggior ispirazione (secondi anni '80).

- FabioTM -