Gruppo
Megadeth

Titolo CD
Risk

Anno di Pubblicazione
1999

Genere
CD I: Pop-Rock; CD II: Thrash Metal

Durata
D I: 53' 53"; CD II: 30' 11"

Etichetta
Capitol Records

Note
Bonus data track sul CD I, contenente 1 video di 5:36 "The making of Risk"

Voto
CD I: se fosse un disco di Bon Jovi 8 siccome e' dei Megadeth, 1
CD II: 6 (voto di parte)

Band
DAVE MUSTAINE - vocals, guitar
MARTY FRIEDMAN - guitar
DAVE ELLEFSON - bass guitar
JIMMY DeGRASSO - drums


Tracklist
CD I : Risk
1 - Insomnia 4:34
2 - Prince of Darkness 6:25
3 - Enter the Arena 0:52
4 - Crush'em 4:57
5 - Breadline 4:24
6 - The Doctor Is Calling 5:40
7 - I'll Be There 4:20
8 - Wanderlust 5:21
9 - Ecstasy 4:28
10 - Seven 5:00
11 - Time: the Beginning 3:04
12 - Time: the End 4:58

CD II : No Risk Disk
1 - Peace sells 4:04
2 - In My Darkest Hour 6:20
3 - Holy Wars 6:36
4 - Symphony of Destruction 4:05
5 - A Tout le Monde 4:30
6 - Use the Man 4:36

 

CD I
Schitarrata, nacchere, arpa, simil-violini... all'inizio ho pensato "Grande!", poi pero' subentra una ripetitivita' e un pochismo compositivo (in)degno del piu' bieco genere tunz-tunz, oltre a chitarre zanzareggianti. Insomma, Insomnia non mi piace.
Prince of Darkness parte con una bella intro cupa, e comincio a ricredermi. Era parecchio che non sentivo belle intro sui brani dei Megadeth. Peccato che il riff sia quasi una fotocopia del precedente e il ritornello troppo melenso.In generale un brano troppo carico di strumenti e melodie, quasi volesse ambire a mete da composizione classica, ma scadendo nel barocco piu' scontato (compositivamente). Saltando Enter the Arena, intro live a Crush'em, si arriva al peggior brano del disco, nel senso che tutto puo' sembrare tranne un brano Metal, di qualsiasi tipo: al massimo rockettino americano, inframmezzato da stacchetti dance sottolineati da basso e batteria, parti semi-rap e incitazioni da concerto (Crush - crush - crush - crush 'em). Permane poi l'eccessivo carico compositivo, che punta piu' sul numero di note in esecuzione ontemporaneamente che all'atmosfera che ne deriva.
Segue Breadline, che rimanda a brani di AOR o al massimo dei Van Halen primi anni 90(F.U.C.K., per capirci), e che da questo punto di vista e' anche un bel brano, sicuramente non thrash e forse nemmeno metal, ma per il suo genere carino. The Doctor Is Calling alza un po' il tiro, forse si arriva a livelli di classic metal, abbastanza decente, ma sicuramente fuori dalla scena thrash di qualsiasi annata. I'll be There prosegue (purtroppo per me) il filone AOR (tra l'altro ha anche lo stesso titolo di un brano di J.B. Jovi). Passiamo oltre. Wanderlust ha un'altra bella intro, anche se la chitarra mi ricorda il riff di Bon Jovi (che ci sia sotto qualcosa?) di Dead or Alive. Non e' comunque un cattivo brano, senza essere pero' metal. Ecstasy: a questo punto quasi mi attendevo una filippica sulla droga (conoscendo Dave...), ma non e' che ci abbia capito molto, con un testo che parla di sogni, qlcs "arriva al tramonto e parte all'alba", di "attitude" che significa assuefazione, "il peccato del cervello e' chiamato ecstasy"... boh. Di fatto e' una canzone che non sfigurerebbe suonata dagli U2 e cantata da Bono Vox (sul serio!). Poi arriva Seven. Niente da fare, continuano a sembrarmi una band di Rock alla Bon Jovi anni '80, e le tastiere alla Deep Purple non smentiscono affatto l'impressione. Finali i due time, the beginning lentone acustico, the end l'unico brano quasi thrash presente sul disco, che chiudono un album dei Megadeth abbastanza ambiguo. Non discuto qui le scelte musicali, anche se a volte si scade come gia' detto in un sovraccarico acustico, ma il fatto che i Megadeth siano ancora una band metal, non dico thrash, ma anche classic, power, epic o quello che vi pare.
IMNSHO, Risk col metal non c'entra nulla. Mi sembra di rivevere il periodo dell'uscita del Black Album o di Load dei Metallica: la band asseriva di fare cio' che voleva, affanculo i fans, ma di fatto si e' trattato dell'avvicinamento ad un genere piu' vendibile, piu' easy se vogliamo, allargando il proprio bacino d'ascolto, ma sicuramente uscendo da quel cammino che la band aveva percorso con i primi (grandissimi) album.
Mi sono sentito tradito allora, non adesso, ormai ci ho fatto il callo e ho 10 anni di piu', anzi se i Megadeth facessero soldi come le Spice girls, miliardarie a 20 anni, sarei contento per loro, ma di sicuro non comprero' un altro loro disco.

CD II
Due parole per il secondo CD: No Risk disk. E' solamente una ripubblicazione di roba vecchia, nemmeno in versione inedita o live.

Il video allegato puo' essere piacevole, si vedono alcuni frammenti del video di Crush'em, e i Megadeth spiegano il loro nuovo album -- un rischio appunto: "volevamo fare qualcosa ispirato all'Hard Rock e alla NWOBHM", "il mercato si evolve, per
noi ne e' rimasta una fetta piccola, domani potremmo essere storia", e secondo me ci sono riusciti per quanto riguarda l'Hard Rock, ma la New Wave of British Heavy Metal e' lontana milioni di anni luce. Sfacciatissimo il produttore che sentenzia "Li vedo
come una band che continua a infrangere i limiti, che non puo' essere etichettata. E' l'unica band che e' sopravvissuta per oltre 10 anni, hanno cominciato negli anni '80, Quale altra band di allora e' arrivata dove sono loro oggi? Nessuna tranne i
Megadeth". Incommentabile.

- BlakWolf -