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Lemmy...
che altro aggiungere su di lui? Avrete letto le altre recensioni
dei suoi dischi, e vi assicuro che non sono finite qui!
Con tutti gli album che ha inciso, ce ne sono 4/5 che non potete
evitare, che vi perseguiteranno per tutta la vita e oltre: fra i
vecchi, cito "Ace of Spades" e "Iron Fist",
e fra i nuovi "1916" (gia' recensito), "Orgasmatron"
e questo fantastico "Bastards".
Lo
sappiamo tutti, Lemmy e' bastardo fino al midollo. Nessuna dimostrazione
e' piu' chiarificante di questo disco. Premetto subito che, secondo
il mio umile parere, il vero punto centrale di questo LP sono le
prime 6 canzoni... tutte le altre mi sembrano solo copie di altre...
quindi non incaxxatevi se parlo male o se i commenti di quelle songs
sono pallosi.
Track
by track:
Fin dall'inizio, con "On your feet or on your knees" da'
contro l'uomo castrato dai mass-media. Inizia con una piccola distorsione
che sembra il rumore di una televisiona scassata dai troppi pugni
ricevuti sulla cozza perche' non sintonizzava bene il film porno
della serata, comincia con un semplice riff che pure i sassi potrebbero
capire che l'ha scritto Lemmy. Massi', che vadano tutti a cagare
i Media! Lemmy dice di ascoltare solo lui. Niente di piu'! Ed ha
ragione!
Comincia "Burner", canzone tirata per i capelli fin dall'inizio,
ad ogni pre-chorus qualcuno si diverte a fare un piccolo assolo
che fa gelare il sangue nei reni. Il testo e' di un'inutilita' paurosa:
dice che lui e' indistruttibile, che lui e' la verita, ecc ecc;
lui non e' come noi. Che novita', lo sapevamo gia'! C'e' qualcuno
piu' brutto di lui? Probabilmente si', ma spero abbia l'accortezza
di coprirsi! :)
Ma ora inizia la mia preferita, "Death Or Glory": music
come al solito priva di innovazione (e per questo solamente fantastica!),
ma la lyrics e' piena di significato. Eggia', lui avra' 167milioni
di anni, e ha attraversato tutta la storia per dirci quello che
era (o molto probabilmente avrebbe voluto essere), da un guerriero
di Crazy Horse ad un soldato di Napoleone. Ma il bello arriva quando
la musica si ferma e continua nel sottofondo con uno stupido riff
imbecille, mentre Lemmy continua ad incitare la folla che naturalmente
ha lo stereo a palla con un suo "ahye! ahye!" o qualcosa
che ci assomiglia, dopo del quale parte l'assolo. La song finisce
con un "Auf Stehen"... che non ho la piu' pallida idea
di che roba sia, ma mi pare degno di nota.
"I am the sword" e' ancora la stessa canzone... ma i Motorhead
fanno da piu' di 20 anni le stesse cose? Si'. E' per questo che
Noi tutti gli vogliamo bene. Ci si identifica tutti quanti in una
lama di una spada, inscalfibile nel tempo, eterna, indistruttibile.
Che sia qualche cosa a che vedere con il mondo Metal? Bha, non saprei...
ipotesi che mi salta in mente ora mentre penso al compito di matematica
di domani... non vorrei descrivere il sound in quanto starei a ripetere
la solita solfa (anche perche' di musica capisco poco, quindi avrei
poche indicazioni da darvi!).
"Born to raise hell": il titolo penso che spieghi tutto,
o sbaglio? Canzone molto rockeggiante (incipit a parte che sembra
condurre ad una musica piu'dura) il cui unico scopo e' tirare in
piedi un casino bestiale! E ci riesce benissimo! Eccome se ci riesce!!
Immaginatemi in prima fila al Gods Of Metal: Lemmy comincia con
gli accordi di questa canzone (ok, inizia con una piccola gioia
del batterista, ma e' per farvi capire come mi sentivo!!); Lui sa
bene che questa e' la canzone con cui si tirera' in aria un putiferio,
e naturalmente lo sanno anche i seguaci del baffone. Che succedera'?
Io, abbastanza piccino, vengo travolto piu' volte; la folla non
riesce a fermarsi; altro che "100%hardcore_number1_cistoddentro",
qui la gente ha capito tutto dalla vita. Non potete vivere senza
avere pogato con questa canzone! Muovetevi! Raggiungeteli!! Ovunque
gli Dei siano!
"Don't let daddy kiss me": che roba! Tutta opera di Lemmy!
Io non ci credevo... ma poi ho dovuto ricredermi. E' una ninna -
nanna, suonata con la chitarra elettrica e una piccola batteria
di sottofondo... davvero commovente! Da non perdere!
"Bad Woman": insomma, il titolo dice tutto quanto. Le
donne, sappiamo, sono tutte cattivelle... sembra la continuazione
di "I'm so bad (baby I don't care)" di 1916. Il soud e'
il tipico rockeggiante dei Motorhead: inizio allegro, nel sottofondo
ritornello si sente qualcuno che picchia su un pianoforte 2 tasti
a caso; poi, mentre Lemmy sfoggia una sua risatina, una veloce scala
alla Jerry Lee Lewis (avete presente Great Balls Of Fire? Identico!)
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Come
gg ci mostra, parlare di Motörhead e dare di matto è
praticamente la stessa cosa. Le sue parole rendono bene l'idea
dell'"aria che si respira" in questo disco.
Volendo aggiungere qualcosa, dirò che il livello medio
di "Bastards" non è alto come quello di "1916",
ma cinque-capolavori-cinque lo rendono forse il mio Motöralbum
preferito.
"On Your Feet Or On Your Knees" (gg deve avermi
letto le parole nel cervello), "Burner" (la "rabbia
perfetta" - e il testo è una atroce poesia di
odio contro una società a cui alcuni non possono/vogliono
adattarsi - non date retta a gg ;-) ), "Born To Raise
Hell" (la musica che dovrebbero mettere in discoteca),
"We Bring The Shake" (strana, storta, cantata alla
grande) e "Devils" (io la chiamo "l'amore al
tempo della distruzione" - magnifica, immaginifica, romantica
a suo modo, con un lungo finale in cui i nostri improvvisano
intorno ad un solo accordo).
Non credo che sappiate ancora nulla del vostro futuro, non
credo che vi piacerà quel che vi è toccato in
sorte...
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Sigurd -
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"Liar":
mai mentire! Lemmy potrebbe venire a spaccarci la testa! E' il semplice
succo di questa canzone, molto diretto. Le chitarre blueseggianti
che ricordano i vecchi tempi creano il sottofondo per questa sfida
lanciata a tutti i menzogneri che stanno per diventare carne per
il Suo cagnolino.
"Lost In The Ozone" io proprio non la capisco. Prima a
inorgoglirsi con la scritta "This album is Ozone Hostile"
su 1916, poi questa seconda quasi-ballad corredata
da
una chitarra acustica che non sa nemmeno lei come fa ad essere finita
su questo disco. L'Ozono sembra quasi diventare qualche cosa di
necessario, vitale, utile... penso che abbiano scritto questa canzone
quando erano ubriachi!
"I'm Your Man" e' ancora la solita zuppa trita e ritrita...
sia per il testo, simile a "Burner", sia per la musica,
un pochino lenta e ricercata, ma insomma, uguale a tutto il resto!
Ora attacca "We Bring The Shake": la musica e' un continuo
aumentare di velocita' e volume. Il testo e' molto artistico: ogni
verso e' un'alliterazione del titolo, per cui basta sostituire "the
shake" con quello che volete voi e avete fatto tutto il successo
che ha fatto Lemmy.
"Devils" ha un suono piu' duro di tutte le altre canzoni;
e' la canzone meno allegra del disco, l'assolo e' qualche cosa di
lamentoso e distaccato dal resto della musica, e salta subito all'orecchio.
Il testo e' di difficile comprensione per il mio misero inglese:
insomma, Lui e' il cattivo di turno, come al solito... ma qui non
sembra molto allegro di essere tale! Sembra quasi dispiacersene!
Posso trarre solo una conclusione: Lemmy e' pazzo. E per questo
va rispettato e piazzato sul trono del Dio dell'Heavy Metal.
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gg -
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