Gruppo
Motörhead

Titolo CD
No Sleep 'Til Hammersmith

Anno di Pubblicazione
1981

Genere
Rock and Roll

Durata
40' 34"

Etichetta
Castle Communications

Voto
10 e lode. E non ce n'e' piu' per nessuno

Band
Lemmy - bass & vocals
Philty Animal Taylor - drums
Fast Eddie Clarke - guitar


Tracklist
1. Ace Of Spades
2. Stay Clean
3. Metropolis
4. The Hammer
5. Iron Horse
6. No Class
7. Overkill
8. (We Are) The Road Crew
9. Capricorn
10. Bomber
11. Motorhead

 

Nel lontano 20 giugno 1981 nasceva quella perla del recensore che sta scrivendo questo pezzo. L'universo stava cambiando, qualcosa eccezionale era stato partorito; il mondo intero avrebbe osannato il nuovo arrivato. Lemmy si accorse di tutto cio' e, come un Re Magio a cavallo del suo Iron Horse, decise di lasciare un ricordo al sottoscritto e all'umanita' intera, un qualcosa di spettacolare, inaudito, inimmaginabile. Cosi' i Motörhead osannarono la mia nascita: con il migliore disco live mai registrato dalla notte dei tempi.

Prima di cominciare con il consueto track-by-track, vorrei che mi seguiste in questo breve viaggio a ritroso, per scoprire cosa stava realmente succedendo in quel periodo.
Il mondo del rock sembrava in pericolo: in questi anni ci furono molte invasioni di punk nel mondo della musica, molti artisti lasciarono questo mondo infernale e tante altre disgrazie stavano minando l'esistenza di quello che per noi e' un periodo storico; i media facevano a gara a chi denigrava meglio questo nostro fantastico universo.
Ma qualcosa stava cambiando. Nel 1981 ci fu la prima edizione del leggendario "Monster of Rock", con Samson e Rainbow come headliners.
Fortunatamente, non fu l'unico episodio degno di nota.

Il punk non riusci' a sconvolgere piu' di tanto la societa', come si prefiggeva, ma invece ispiro' molti degli artisti a cui oggi siamo tutti devoti. Un nome su tutti sono i Venom, che con il loro "Welcome To Hell" darono nuovo significato alla musica estrema. Senza naturalmente dimenticarci dei nostrani DeathSS, che, nel piu' pronfodo underground italiano, gia' dal 1977 creavano quei capolavori che oggi tante band possono solo ammirare con il telescopio.
Le uscite sicuramente non mancavano, e vorrei sottolineare anche l'influenza che ha avuto "Heaven & Hell" dei Black Sabbath di R.J. Dio sui gruppi odierni, degli ultimi anni 90 - inizio del 2000.
Ma, cosa molto piu' importante, la NWOBHM stava prendendo piede; AngelWitch e Iron Maiden guidavano l'esercito dei metallari verso quella sorta di paradiso musicale che ancora oggi sogniamo; proprio nell'81, i 5 baldi giovani capitanati da Mr. Harris scalarono le chart inglesi con il loro secondo disco: Killers arrivo' addirittura in 12esima posizione. Ma la vetta era ben lontana. La vetta, il tanto agognato tetto del mondo era nelle mani di Lemmy e dei suoi Motorhead. Il loro "No Sleep 'Til Hammersmith" era primo nelle classifiche di vendita. Primo. P R I M O. Erano loro i veri Dei dell'universo. E lo sono tutt'oggi. In un mondo dove tutti pensavano che il rock stesse lasciandosi andare nell'oltretomba, i Motorhead sconquassano tutti i piani dei tanti denigratori con questo disco maledettamente rock and roll.
Ora niente potra' piu' fermare questa ondata di metallari incazzati con la corruzione e con il business.
Ma cominciamo con la rece:
Il disco inizia con una tiratissima Ace Of Spades, title-track dell'album che si pubblicizza in tour. Da' inizio alla festa lo stesso Lemmy con il suo inconfondibile basso, seguito a ruota da Philty e Eddie, che fanno a gara a chi riesce a velocizzare di piu' la canzone. Narra di gioco d'azzardo, di quanto sia bello giocare e di quanto sia importante possedere l'Asso di Picche. L'assolo di Eddie e' qualcosa di eccitante, i suoni sono tutti amalgamati perfettamente a creare una ricetta potentissima: una Saker Torta da 12 uova!! :)
Dopo pochi secondi di calma, Philty ricomincia a picchiare sulle pelli dando una nuova vita a Stay Clean. Saro' sincero con tutti voi: l'album Overkill mi e' sempre sembrato un po' palloso, piatto... forse perche' la produzione non mi e' mai andata a genio. Ho sempre considerato Stay Clean qualcosa come una cantilena e Overkill una canzone castrata, alla quale mancasse qualche cosa. OK, tutti cambiamo idea prima o poi. Stay Clean e' suonata perfettamente, una bellisima Blues-song in pieno stile motörheadiano. La canzone ha un testo tutto da interpretare: narra di solitudine, di quanto sia importante contare su se' stessi e di come non si possa essere d'accordo con tutto quello che si sente in giro.
Inizia ora Metropolis, che piu' una canzone e' una poesia difficile da spiegare: meglio fregarsene di quelli che stanno o meno dalla nostra parte, meglio fuggire da questi ipocriti, meglio lasciar pedere. Fast Eddie si esibisce in parecchi riffs spettacolari, anche se la canzone e' nata come qualcosa di piu' lento e introverso. Inimitabile.
Ora inizia il momendo di Philty: questa canzone e' dedicata a lui. E quale non poteva essere, se non The Hammer? Le pelli si sentono gridare sotto i colpi martellanti di Animal; Eddie si esibisce in assoli e riffs piu' veloce della luce; Lemmy sta facendo sesso con il suo basso, si possono udire urla di gioia da entrambi. La canzone tratta di un killer spietato che puo' uccidere chiunque con il proprio martello, che puo' arrivare ovunque lui voglia. La mia preferita di Ace Of Spades, impossibile non eseguirla dal vivo.
Inizia quindi una canzone sulla vita on the road, di come un biker solitario e' legato al suo cavallo di ferro, di quanto sia l'unica sua compagna per tutta la sua vita. Secondo il mio modesto parere, il testo di Warlord dei Manowar e' ispirato a questa fantastica Iron Horse. Ma le musiche sono nettamente differenti: i Motorhead sembrano suonare con un certo velo di malinconia, tutto si e' molto rallentato da come si suonava prima; la voce di Lemmy e' veramente commovente, l'assolo di Eddie fa pensare alla vita e a tutto quello che potra' capitarci.
No Class va dritta contro le persone inutili, pesanti che non hanno classe per stare al mondo. Eddie ha cambiato stile, ora la sua chitarra suona Rock and Roll come non se ne e' mai sentito: tutti i Motorhead si stanno riposando per l'apocalisse che si viene a creare un istante dopo.
Overkill!
Dicevo prima che non mi e' particolarmente piaciuta sull'album in studio. Vero.
Ma questa Overkill e' qualcosa di fantastico. Da sola vale tutto il prezzo del CD. Con questa canzone si gode forte! :).
Iniziamo. Philty e' incontrollabile: deve avere 4 o 5 piedi e qualche altro paio di braccia per poter suonare cosi'. In pochi secondi Lemmy esaurisce le prime 2 strofe; la parola passa subito a Eddie che si lancia in un tremendo assolo andando sempre piu' in alto con le note. Lemmy riprende e termina il testo, che non e' nient'altro che un immenso inno al piu' puro Rock 'N' Roll. Ma NON smette di suonare. Eddie riprende ancora la parola per bruciare la chitarra. Leggero casino e distorsione per il finale, ma Philty non e' d'accordo e ricomincia a martellare. Si ricomincia. Dopo un giro di accordi, Eddie si ributta sulle 6 corde come un dannato, niente lo puo' fermare, e' un bulldozer. Sta per finire, ancora distorsioni di fine canzone. Ma Philty non ne vuole sapere. Ancora una volta: riff e ancora assolo per terminare con una coda distorta. Che fatica! Pochi secondi di relax, quel tanto che basta per far presentare a Eddie la prossima canzone, dedicata ai fans presente: (we are) The Road Crew!
Suonata perfettamente come sul disco, e' la descrizione di come funziona la vita in tournee'. E chi non vorrebbe una vita cosi'? Potrei riscrivere ancora centinaia di volte le fantastiche gesta dei 3 Dei, ma penso che abbiate capito quanto siano potenti e attivi in versione live.
Inizia ancora Philty la successiva Capricorn: Lemmy pare stia sudando... deve essere stanco, ma la voglia di suonare e' piu' potente della stanchezza. La sua voce sulla potente batteria, mentre basso e giutar sono zitti, e' favolosa; Eddie intanto si inventa piccoli e brevi giri di chitarra che rendono la canzone molto piu' piacevole di quanto non sia stata registrata sul disco Overkill.
Dopo un leggero "Thank You", Lemmy dice una sola parola che manda in delirio il pubblico: Bomber! Non vogliono rispettare alcun limite di velocita', sembra che nessuno gli abbia detto che Bomber e' suonata in maniera diversa sul disco. Meglio cosi'! Ancora una canzone sparata a raffica, come il bombardiere sgancia le sue fatali armi con il solo scopo di mettere in ginocchio la popolazione, cosi' i Motörhead stanno distruggendo qualsiasi cosa capiti sotto le loro mani. Philty si lascia andare ad uno spettacolino degno di nota nel finale, utilizzando tutti i ventimila (o forse piu') aggeggi che trova sotto le sue poderose bacchette.
Purtroppo e' il momento di finire, cosi' inizia Motörhead, la canzone, quel magico inno che ha dato vita a questa fantastica macchina da guerra, capitanata da Lemmy Kilmister. Tutti e 3 vogliono lasciare il segno nel cuore di quei fortunati che si trovavano a Londra quella sera, e cosi' si sente benissimo che stanno suonano Motorhead non con le mani, ma con il cuore, il loro cuore che inneggia al piu' puro Rock 'N' Roll, in maniera non forse tanto politically correct, ma spezzando qualsiasi regola tenti di interrompere la loro attivita'. Eddie non vuole piu' smettere di suonare l'assolo, Philty continuerebbe a suonare per giorni la sua fantastica batteria recante sulle grancasse il fatidico Asso di Picche, Lemmy si concede particolari giochetti con il suo basso e con la sua aggraziata vocina, la stessa che lo rende cosi' unico ed inimitabile. Il tutto finisce con il rumore di elicotteri e sirene che contraddistingue l'inizo della canzone sul disco registrato in studio.
Purtroppo, anche questo disco e' finito. I 40 minuti sono passati, ma l'unico ad essersene accorto e' il nostro collo, dolorante per il troppo headbanging.
Confrontando questo disco con le uscite dell'epoca, capirete quanto il concetto di rock and roll applicato ai Motorhead sia qualche cosa di particolare: loro si sono sempre definiti tali, ma nel 1981 Killers non era tanto audace, tanto pesante come questo NSTH. E come Killers, anche la quasi totalita' delle uscite dell'epoca che stavano diventando le solide fondamenta di quello che oggi il mondo conosce come Heavy Metal non gareggiavano ad armi pari contro di Lemmy e la sua macchina da guerra. I suoi 36 (?) anni di esperienza si sentivano. Si', tutti e 36 i suoi anni, perche' Lemmy non ha pianto quando e' nato, ma si e' messo a cantare, bere JackDaniels e fumare (il basso era ancora troppo grande).
Forse forse, gli unici a suonare maledettamente piu' sporco dei Motorhead furono i colleghi inglesi Venom, che con il loro "Welcome to Hell" e successivo "Black Metal" prepararono la nascita per quello che sara' poi il Thrash, il Black Metal e il Death Metal.

[un sentito grazie a tutta la gente di IAMM che mi hanno aiutato nella raccolta di questi dati storici e, soprattutto, a quella fantastica persona che mi ha regalato il disco! (you know who you are). E saluto tutti quelli che mi conoscono! ;-) ]

- gg -