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Se
qualcuno mi avesse fatto ascoltare questo disco chiedendomi a bruciapelo
di datarlo, avrei senz'altro puntato su una data compresa tra il
1981 e il 1983. E' indubbiamente un metal d'altri tempi, non e'
power, dark, doom, glam, street, epic, black... e' solo Heavy Metal
nella sua incarnazione originaria, quella piu' pura ed essenziale
priva di ricercatezze stilistiche, barocchismi o orpelli sonori
di varia natura.
Le chitarre, pulite ed affilate come rasoi, si ricorrono spesso
in veloci freseggi chiaramente ispirati ai primi tre lavori degli
Iron Maiden, ottimo il lavoro della batteria, senza infamia e senza
lode risulta invece il lavoro del basso, mai in vera evidenza a
causa anche ad una incisione che assomiglia molto a quelle dei primi
anni '80.
La voce potrebbe essere migliore ma tutto sommato risulta adatta
alla musica proposta.
Il
disco si mantiene su buoni livelli per tutti gli oltre 40 minuti
con alcune brani veramente notevoli ed ispirati come nel caso dell'introduttiva
"The Warlock", una cavalcata velocissima e senza respiro, di "Salem's
Curse", della evocativa title track "The Fire Awaits You" ed in
particolare della stupenda "Lost City", probabilmente il miglior
pezzo del disco e un vero saggio sul Metal anni '80;
"Voyage
to Infinity" e "Day of the Saxons" si lasciano ascoltare ma il livello
scende purtroppo con la strumentale "Vindication" e con la conclusiva
"A Million Goodbye", eccessivamente lunga e priva di spunti.
In conclusione: si tratta di un disco sicuramente valido ma particolare;
a coloro che, come me, sono cresciuti musicalmente negli anni '80
piacera' parecchio, chi invece si e' avvicinato piu' di recente
al metal forse trovera' "The Fire Awaits You" un po' datato e lontano
dalle tendenze attuali.
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El Ninjo -
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