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Eccomi
qui a parlarvi della quinta fatica degli Opeth che, come ormai ci
hanno abituati dal 1994, ci regalano l'ennesimo capolavoro.
Ascoltando Blackwater Park mi accorgo che l'etichetta "Extreme
Progressive Metal" , oramai, è riduttiva. Gli Opeth
compongono solo e nient'altro che buona musica rendendo ogni loro
album unico,inimitabile da qualsiasi altra band.Ascoltando l'album
in questione si viene quasi catapultati in una nuova dimensione,una
dimensione cupa,tetra e triste dove,a regnare, vi è il contrasto
fra la violenza pura del death e la dolcezza di un cantato sofferente
ed evocativo accompagnato da chitarre acustiche e pianoforte in
alcuni casi (suonato da Steven Wilson dei Porcupine Three presente
come ospite e produttore)!Mikael Akerfeldt passa dal growling alle
clean vocals con una facilità assurda, quindi non si può
restare indifferenti ascoltando pezzi quali "The Leper Affinity",
"Bleak", "The Drapery Falls", "Dirge For
November", "The Funeral Portrait" .... tutto il disco
insomma!!Discorso a parte vorrei fare per "Harvest", pezzo
in cui predominano chitarra acustica e clean vocals dove, secondo
me, gli Opeth raggiungono il loro massimo livello compositivo riuscendo
a far piangere l'ascoltatore in un pezzo di "soli" 6 minuti
(poco in rapporto alla durata delle canzoni restanti)!Cerco di terminare
il discorso dato che, per poter parlare di quest'album avrei bisogno
di un giornale intero, togliendovi tutto il gusto di scoprire ogni
singolo secondo di questo capolavoro! Quindi l'acquisto è
d'obbligo, non importa se siate amanti del death,del black o del
power, qui si tratta di musica fantastica che tutti, almeno una
volta nella vita, hanno l'obbligo di ascoltare!
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Malmsteen -
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