Gruppo
Opeth

Titolo CD
Still Life

Anno di Pubblicazione
N/D

Genere
Death Metal

Durata
62' 29"

Etichetta
Peaceville

Voto
9

Band
Mikael Akerfeldt - vc, ch
Peter Lindgren - ch
Martin Lopez - bt
Martin Mendez - bs


Tracklist
1. The Moor
2. Godheads Lament
3. Benighted
4. Moonlapse Vertigo
5. Face Of Melinda
6. Serenity Painted Death
7. White Cluster

 

Questo quarto capitolo della band svedese si presenta al primo ascolto come un solito album degli Opeth, in effetti il sound è fedele a quello che il gruppo in questione ci ha abituati, ma analizzato più a fondo si possono notare alcune differenze, dimostrazione del fatto che questo gruppo è riuscito a migliorare ulteriormente il suo stile.
L'album è un mix di vari generi musicali, principalmente death metal con varie influenze artistiche e passaggi più leggeri, le parti più tirate si alternano con passaggi acustici e il cantato growl lascia la strada ad un egregio pulito; il disco è meno immediato dei precedenti e tecnicamente superiore, alcuni passaggi sono decisamente prog. e di struttura complicata ma ben costruita, inoltre viene qui messo in risalto il punto forte della capacità compositiva di Mikael Akerfeldt: la caratteristica armonizzazione degli strumenti, tanto particolare ed elaborata da rendere le melodie dolci ma graffianti, calde e allo stesso tempo gelide.
L'esecuzione non contiene pecche: la coppia di chitarre non ha nessuna difficoltà ad eseguire né riffs tirati né intrecci acustici e a volte dà libero sfogo anche a qualche virtuosismo, ottima l'esecuzione del batterista Lopez (ex Amon Amarth), forse leggermente inferiore rispetto ai precedenti lavori è il nuovo bassista, che comunque esegue in maniera discreta la sua prova; molto buona anche la produzione, garantita dai marchi Fredman Studios e Fredrik Nordstrom.
Complessivamente, questo è un album completo e può appagare le esigenze di qualsiasi ascoltatore, non fatevi intimorire dall'etichetta "Death metal", piacerà sicuramente anche ai non appassionati del genere; per chi, invece, conosce i vecchi lavori degli Opeth, non perdetevi il loro quarto episodio.

- G.B.Teo -