Gruppo
Pink Cream 69

Titolo CD
Endangered

Anno di Pubblicazione
2001

Genere
Hard Rock

Durata
48' 44"

Etichetta
Massacre

Voto
9.5

Band
Voce: David Readman
Chitarra: Alfred Koffler
Basso: Dennis Ward
Batteria: Kosta Zafiriou


Tracklist
1 Intro
2 Shout!
3 Promised Land
4 Trust The Wiseman
5 Don't Need yout Touch
6 He Took The World
7 Enslaved
8 In My Dreams
9 High As A Mountain
10 Shadows of Time
11 Pinball Wizard
12 One Time Is Not Enough (bonus track)

Questo è un piccolo gruppo che non cede. Gli anni ottanta, i grandi, melodici ottanta di Dokken, Bonfire e Shark Island e i novanta più diretti e fisici dei Danger Danger e Crown Of Thorns convivono ancora in una band che per andare avanti si nutre della sua stessa classe, visto che oggi il pubblico sembra non avere tempo per i Pink Cream 69. Chi ha seguito e segue i Pink anche in sede live riferisce che, a giudicare dalla reazione della folla, sembra di stare ad un fuocherello sulla spiaggia piuttosto che davanti ad una Classic-Metal band: ciò che davvero mi sconvolge è che tutto questo accade anche in Germania, nella loro Germania. Ma anche se la realtà può sembrare un'altra, su disco i Pink Cream sono grandi, grandissimi; la qualità di questo Enslaved sembra inarrestabile, al punto che su dodici pezzi, undici ( con la sola eccezione della pacchiana He Took The World )anni fa, sarebbero stati potenziali hit, roba che, nelle mani degli Scorpions, avrebbe fatto il giro del mondo delle radio di melodic metal. Non vi è un vero e proprio leader nella band, anche se la voce di David Readman, che aveva già reso grande lo scorso anno l’ eccellente Sonic Dinamite, fa alzare il livello qualitativo di ogni singolo brano, con menzione d’onore per l’assalto tutto sinuosamente muscolare della title-track Enslaved e per l’inusuale Pinball Wizard, mid-tempo che ripesca nel passato più glorioso dei Beatles e in quello più recente dei Deep Purple era Blackmoore. Non arrivano con i proclami e le benedizioni delle poche label rimaste specializzate in melodia, non si fanno scudo della definizione Class-Metal ma questi Pink Cream 69 convincono in tutto e per tutto, regalandoci un’opera monumentale, saggiamente prodotta da Dennis Ward, che ha un solo piccolo difetto: essere stato realizzato con due decadi di ritardo, si perché in questo lavoro si sprecano i brani da ricordare, tutti pesantemente influenzati dal class-streets più retrò. In definitiva chi ama l’hard melodico con molte influenze Pomp sarà sedotto e incatenato dai suoni cristallini dell’opera, affascinante nei suoi rimandi di barocco tipici dei grandissimi Kansas. Assolutamente fuori dal tempo!

- Maurizio -