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Questo
è un piccolo gruppo che non cede. Gli anni ottanta, i grandi,
melodici ottanta di Dokken, Bonfire e Shark Island e i novanta più
diretti e fisici dei Danger Danger e Crown Of Thorns convivono ancora
in una band che per andare avanti si nutre della sua stessa classe,
visto che oggi il pubblico sembra non avere tempo per i Pink Cream
69. Chi ha seguito e segue i Pink anche in sede live riferisce che,
a giudicare dalla reazione della folla, sembra di stare ad un fuocherello
sulla spiaggia piuttosto che davanti ad una Classic-Metal band:
ciò che davvero mi sconvolge è che tutto questo accade
anche in Germania, nella loro Germania. Ma anche se la realtà
può sembrare un'altra, su disco i Pink Cream sono grandi,
grandissimi; la qualità di questo Enslaved sembra inarrestabile,
al punto che su dodici pezzi, undici ( con la sola eccezione della
pacchiana He Took The World )anni fa, sarebbero stati potenziali
hit, roba che, nelle mani degli Scorpions, avrebbe fatto il giro
del mondo delle radio di melodic metal. Non vi è un vero
e proprio leader nella band, anche se la voce di David Readman,
che aveva già reso grande lo scorso anno l eccellente
Sonic Dinamite, fa alzare il livello qualitativo di ogni singolo
brano, con menzione donore per lassalto tutto sinuosamente
muscolare della title-track Enslaved e per linusuale Pinball
Wizard, mid-tempo che ripesca nel passato più glorioso dei
Beatles e in quello più recente dei Deep Purple era Blackmoore.
Non arrivano con i proclami e le benedizioni delle poche label rimaste
specializzate in melodia, non si fanno scudo della definizione Class-Metal
ma questi Pink Cream 69 convincono in tutto e per tutto, regalandoci
unopera monumentale, saggiamente prodotta da Dennis Ward,
che ha un solo piccolo difetto: essere stato realizzato con due
decadi di ritardo, si perché in questo lavoro si sprecano
i brani da ricordare, tutti pesantemente influenzati dal class-streets
più retrò. In definitiva chi ama lhard melodico
con molte influenze Pomp sarà sedotto e incatenato dai suoni
cristallini dellopera, affascinante nei suoi rimandi di barocco
tipici dei grandissimi Kansas. Assolutamente fuori dal tempo!
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Maurizio -
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