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Rapido
ritorno sulle scene quello dei Running Wild dopo l'ottimo "The
Rivalry", forse il loro miglior album. Il granitico gruppo
di Rock'n'Rolf dopo anni di attivita' ha acquisito stabilmente la
sua fedele schiera di fan, il suo
modo di proporsi al pubblico, e anche il suo inconfondibile sound,
immutato nel tempo. Il Metal proposto e' diretto, roccioso, veloce,
incalzante e spesso ripetitivo, per nulla innovativo, con qualche
tocco di epicita'. Manna dal cielo per i "defender", o
per chi ogni tanto vuole concedersi qualche distrazione sonora ascoltando
del semplice, ma buon Heavy Metal. Al contrario risulta odioso,
addirittura insopportabile e troppo ripetitivo al perfezionista
del suono, a chi odia il Power Metal, o a chi cerca nella musica
soprattutto innovazione e tecnica.
Rispetto al precedente lavoro questo non concede pause, e' veloce,
incalzante, i cori si alternano ai soli di chitarra in continuazione.
A volte il drumming e' piatto, privo di idee e di aggressivita',
mentre le chitarre alle prese con semplici melodie, mai con soli
tecnici o ultraveloci, restano il pezzo forte dei Running Wild.
L'acquisto e' consigliato a tutti i fan della band e a chi non disprezza
la facile melodia. Chi invece non conosce ancora il gruppo consiglio
l'acquisto di "The Rivalry" o di "Black Hand Inn".
Si astenga dall'acquisto chi odia il Power Metal o le pose un po'
"pacchiane" di Rock'n'Rolf alle prese con divise dell'ottocento,
bandiere e ornamenti militari di vario genere.
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Leo -
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