|
Descrivere
lo stile del duo austriaco dei Summoning è impresa quasi
mpossibile; i Summoning non possono essere avvicinati a nessuno
stile particolare, non esiste una seppur minuziosa descrizione della
loro musica che sia in grado di far comprendere appieno quali siano
le caratteristiche di una band, che meglio di tutte,
è riuscita ad immedesimarsi nei racconti del grande J.R.R.Tolkien,
per portarne alla luce le atmosfere più fantasy e misteriose.
Se non siete mai stati nelle Terre di Mezzo, con Minas Morgul, inizierete
un viaggio indimenticabile, irto di pericoli e soddisfazioni di
gioia e sofferenza, finito il quale conoscerete un nuovo stile musicale,
quello dei Summoning
Summoning e basta.
L'incredibile mondo di Tolkien si estende per infinite miglia al
di là di un immenso portale che non stento a riconoscere
in "Minas Morgul", ogni singolo secondo dell'album ti
permette di vivere situazioni, scenari e avventure tipiche delle
Terre di Mezzo; gli effetti e i suoni tipici di cui Silenius e Protector
fanno massiccio uso nelle loro composizioni sono gli ideali compagni
di una musica che è capace di interpretare fedelmente ogni
elemento dei due più grandi racconti di Tolkien , "il
Silmarillion" e "il Signore degli Anelli", i due
geniali Austriaci arrivano ad includerre nelle loro lyrics alcuni
versi direttamente tratti dai libri per meglio fondere le loro musiche
con i pensieri del Maestro Narratore.
Ogni track dei Summoning si regge su di un ricorrente tema medievale,
indirizzato più verso lidi classici che rock-moderni,
realizzato da sintetizzatori, sotto il quale sono sempre presenti
raschianti chitarre in pieno stile Black che non disdegnano frequenti
esecuzioni di linee molto melodiche, alle chitarre si aggiunge una
drum-machine programmata con uno stile lento, solenne ed orchestalele.
A conferire il definitivo aspetto evocativo ed originale concorrono
fortemente le vocals, sempre molto taglienti, decisamente black,
ma soprattutto distorte e con un effetto eco davvero agghiacciante.
Evadono da questi schemi due canzoni in particolare, che forse con
il metal hanno poco a che fare: "Orhtnac", una strumentale
ritmica che suona come un rituale di chiamata di Orchi (...questa
l'ho presa dal web...) e "Dagor Bragollach", track che
ad un primo ascolto risulta una tipica song della band ma che ad
un'analisi più approfondita, si mostra priva di chitarre.
"The Legend Of The Master-Rings", si erge come assoluta
dominatrice dell'album, un'inizio di tastiere è solo il preludio
ad una delle song più evocative che abbia mai ascoltato,
capace di suscitare emozioni ormai sopite, di evocare atmosfere
ormai dimenticate...
Nessuno stile particolare, nessuna etichetta, sono in grado di rendere
giustizia ed sprimere ciò che le menti di Silenius e Protector
producono ogni qual volta nasce un loro nuvo lavoro; devi solo lasciare
che la loro musica si impadronisca dei tuoi sensi, che li liberi
verso nouvi scenari, ti devi lasciare trasportare e come per magia
il buio della notte si ravviva di Orchi, Elfi e Hobbit, tutti in
attesa che tu ti unisca alle loro danze, alle loro guerre...alle
loro avventure...
-
Anima Nera -
|