Gruppo
Symphony X

Titolo CD
The Divine Wings Of Tragedy

Anno di Pubblicazione
1997

Genere
Progressive Metal

Durata
65' 21"

Etichetta
CNR Music (Io l'ho comprato a Parigi... :-) )

Voto
9.5

Band
Russell Allen - Vocals
Michael Romeo - All electric and acoustic guitars
Thomas Miller - Bass
Michael Pinnella - Piano & Keyboards
Jason Rullo - Drums


Tracklist
1. Of Sins And Shadows
2. Sea Of Lies
3. Out Of The Ashes
4. The Accolade
5. Pharaoh
6. The Eyes Of Medusa
7. The Witching Hour
8. The Divine Wings Of Tragedy
9. Candlelight Fantasia

 

Ho provato spesso a chiedermi cosa non mi piaceva di questo disco, e il più delle volte non ho trovato una risposta. Alla fine però sono riuscito a trovare due difetti!
E allora ve li dico subito, questi difetti: Anzitutto, nella traccia 4, "The Accolade", il volume della voce è mixato troppo basso e rischia di venire coperto dagli altri strumenti. Il secondo difetto, quello più evidente, è il fading a razzo dell'ultimo pezzo, "Candlelight Fantasia", che in pratica viene troncato da un abbassamento di volume a precipizio!! Assassini.... :-)
Ecco fatto, ora passiamo alla parte positiva.
La produzione, affidata a Steve Evetts e Eric Rachel, nonostante i due errorini di cui sopra risulta davvero molto buona, il suono è pulito e dinamico, e nessuno strumento risulta messo in secondo piano rispetto agli altri. Particolarmente gratificante il suono del basso, potente e pieno.
Non penso sia necessario evidenziare l'abilità compositiva e strumentistica dei nostri 5: Vale la pena comunque di sottolineare come il sound dei Symphony X si sia raffinato rispetto ai due lavori precedenti, guadagnando in melodia, potenza e anche struttura, sia dei singoli pezzi che del disco intero.
Insomma, questo disco è senza dubbio il capolavoro dei Symphony X, nonchè un disco fondamentale per il genere.
I componenti della band sono dotati di individualità davvero notevoli. Il batterista Jason Rullo mi ha conquistato con il suo drumming preciso, pulito e veloce. Il bassista Thomas Miller mi ha colpito particolarmente per la pienezza del suono, e per la capacità di non rimanere in secondo piano rispetto agli altri strumenti. Il pericolo che si rischia di correre avendo in formazione un chitarrista come Michael Romeo è appunto quello di perdersi in inutili virtuosismi e arzigogoli chitarristici fini a loro stessi: fortunatamente questo non avviene, e Romeo spesso si fa notare piu' per il suo riffing quasi thrash che per i suoi assoli (belli).
Il tastierista Michael Pinnella, è bene dirlo, evita totalmente il rischio di risultare il "quinto incomodo" in un gruppo metal.
I suoi accompagnamenti non sono mai pacchiani ed esagerati, ed al contempo pur rimanendo in secondo piano risultano parte fondamentale del disco.
Ed ora quello che a mio parere è uno dei migliori cantanti e frontman della scena Hard & Heavy attuale: Russell Allen.
Evidente l'ammirazione di Allen verso il "maestro" Ronnie James Dio, da cui dichiaratamente prende ispirazione, e bisogna dire che l'elfo ha trovato sicuramente un "successore" piu' che valido!
Russell passa infatti con disarmante naturalezza da parti melodiche e vellutate ad altre aggressive e ruvide, passando attraverso vocalizzi e cori da brivido.
Dal recente concerto tenutosi a Milano ho avuto la conferma innegabile che i SX non sono un gruppo "da studio", ma sono capaci di prestazioni live veramente esaltanti, sia musicalmente e tecnicamente che come spettacolo e feeling con il pubblico, quindi, tanto di cappello a questa band!


Vediamo ora la tracklist:

Track 1. Of Sins And Shadows
Il disco parte con uno dei pezzi migliori, aggressivo al punto giusto con dei riff accattivanti, melodico e elegante nei suoni, mai aspri ma sempre decisi. Da segnalare lo stacco corale, oltre all'ottimo drumming di Rullo e al pulsante basso di Miller.

Track 2. Sea Of Lies
Sea Of Lies non è da meno al pezzo precedente, con una melodia piu' complessa ma decisamente coinvolgente, con stavolta Romeo in grande spolvero, con begli assoli e un'accompagnamento ritmico davvero notevole. Da sottolineare anche la "duttilità" della voce di Allen, che risulta molto interpretativo, qui come nel resto del disco.

Track 3. Out Of The Ashes
Brano diretto, veloce, melodico, decisamente orientato al power. Il pezzo meno complesso dell'album, (nonostante non sia certo semplice da suonare... :-) ). Canzone piacevole, fresca, che anche se forse non al livello delle altre è comunque ben inserita nel contesto dell'album e di conseguenza non sfigura.

Track 4. The Accolade
Questo pezzo è semplicemente meraviglioso: vario, melodico, potente e maestoso (da brividi il minuto di coro e organo), ora dà l'impressione di grandi spazi aperti, ora di una corsa a gran velocità; ora dell'atmosfera fresca e umida di una vecchia chiesa medievale, ora di una distesa di dune arse dal sole. Insomma, un pezzo che va ascoltato intensamente: sarete ricompansati da emozioni e sensazioni sorprendenti! Forse il pezzo migliore mai scritto dai SX.

Track 5. Pharaoh
Pharaoh è un pezzo davvero molto rappresentativo dello stile della band. Si trovano potenza, riff pesanti e decisi, ma anche melodie sognanti, eleganti e suadenti. Inoltre il pezzo riesce nella notevole impresa di riusire a dare immagini vivide all'ascoltatore. L'antica città del Faraone, splendente nel periodo di maggior potenza e gloria, e il ritorno al presente, con il Faraone ormai sepolto e rinchiuso in una camera di pietra, buia e sotterranea. La furia del Faraone verso i profanatori del suo antico regno, la sua rinascita in creca di vendetta... Bravissimo Russell Allen, che riesce a interpretare con grande efficacia ogni parte del pezzo, contribuendo a fare di Pharaoh una delle canzoni migliori del disco.

Track 6. The Eyes Of Medusa
Riffing quasi thrash in questo pezzo, che associa ritmiche ruvide ad una melodia ipnotica ed eterea affidata alle tastiere di Pinnella.
Lo stacco strumentale verso la metà del pezzo contribuisce a creare un'atmosfera quasi operistica, ai miei occhi si apre la visione dell'isola dalle coste mortali, l'isola della terribile Medusa... davvero un buon pezzo.

Track 7. The Witching Hour
Brano veloce, brioso, e tuttavia con qualcosa di oscuro... di "stregato", appunto. Melodie sottilmente inquietanti si dipanano su una ritmica serrata (ottimo il drumming di Rullo), scandite dai riff rocciosi di Romeo e dalle tastiere di Pinnella in sottofondo.
Ottimo ancora una volta Allen, autore qui di una prestazione fra le piu' convincenti del disco.

Track 8. The Divine Wings Of Tragedy
Beh che dire... Title Track da piu' di 20 minuti, un'infinità di cambi di tempo, di melodia, di struttura, di tono... un brano davvero molto molto complesso, che tuttavia scorre fluidamente, grazie alle rodate capacità compositive dei Symphony X, che non sacrificano mai la melodia e la scorrevolezza del brano in favore di virtuosismi e "spantegonate" (passatemi il termine!) varie. Il brano inizia con un bellissimo coro, dove le voci si intrecciano come in una ghirlanda per poi riunirsi sulle note finali.
Nell'ascolto si incontrano come detto momenti profondamente diversi, passaggi ariosi e rilassati, sfuriate decisamente heavy, progressioni quasi classiche, stacchi improvvisi, assoli a volontà (e che assoli!) e un'ennesima, grande prova di Russell Allen, che dimostra di saper utilizzare benissimo la propria "ugola d'oro".... Un brano il cui ascolto, in definitiva, è d'obbligo.

Track 9. Candlelight Fantasia
Il disco si chiude con una "ballad", diciamo, poichè nonostante possegga le caratteristiche e la complessità tipica di tutti gli altri brani, è caratterizzata da una forte componente melodica. La voce di Allen, qui, è davvero da brividi, ed il pezzo punta molto sul feeling e la carica emotiva. Un brano "romantico" ma non melenso, davvero un'ottima conclusione ad un gran disco. Peccato solo per il fading un po' brutale, alla fine...

Conclusione: .....siete ancora qui a leggere?
Andate subito a comprare quest'album, ne vale la pena! :-)

- Fabio -