|
Ho
provato spesso a chiedermi cosa non mi piaceva di questo disco,
e il più delle volte non ho trovato una risposta. Alla fine
però sono riuscito a trovare due difetti!
E allora ve li dico subito, questi difetti: Anzitutto, nella traccia
4, "The Accolade", il volume della voce è mixato
troppo basso e rischia di venire coperto dagli altri strumenti.
Il secondo difetto, quello più evidente, è il fading
a razzo dell'ultimo pezzo, "Candlelight Fantasia", che
in pratica viene troncato da un abbassamento di volume a precipizio!!
Assassini.... :-)
Ecco fatto, ora passiamo alla parte positiva.
La produzione, affidata a Steve Evetts e Eric Rachel, nonostante
i due errorini di cui sopra risulta davvero molto buona, il suono
è pulito e dinamico, e nessuno
strumento risulta messo in secondo piano rispetto agli altri. Particolarmente
gratificante il suono del basso, potente e pieno.
Non penso sia necessario evidenziare l'abilità compositiva
e strumentistica dei nostri 5: Vale la pena comunque di sottolineare
come il sound dei Symphony X si sia raffinato rispetto ai due lavori
precedenti, guadagnando in melodia, potenza e anche struttura, sia
dei singoli pezzi che del disco intero.
Insomma, questo disco è senza dubbio il capolavoro dei Symphony
X, nonchè un disco fondamentale per il genere.
I componenti della band sono dotati di individualità davvero
notevoli. Il batterista Jason Rullo mi ha conquistato con il suo
drumming preciso, pulito e veloce. Il bassista Thomas Miller mi
ha colpito particolarmente per la pienezza del suono, e per la capacità
di non rimanere in secondo piano rispetto agli altri strumenti.
Il pericolo che si rischia di correre avendo in formazione un chitarrista
come Michael Romeo è appunto quello di perdersi in inutili
virtuosismi e arzigogoli chitarristici fini a loro stessi: fortunatamente
questo non avviene, e Romeo spesso si fa notare piu' per il suo
riffing quasi thrash che per i suoi assoli (belli).
Il tastierista Michael Pinnella, è bene dirlo, evita totalmente
il rischio di risultare il "quinto incomodo" in un gruppo
metal.
I suoi accompagnamenti non sono mai pacchiani ed esagerati, ed al
contempo pur rimanendo in secondo piano risultano parte fondamentale
del disco.
Ed ora quello che a mio parere è uno dei migliori cantanti
e frontman della scena Hard & Heavy attuale: Russell Allen.
Evidente l'ammirazione di Allen verso il "maestro" Ronnie
James Dio, da cui dichiaratamente prende ispirazione, e bisogna
dire che l'elfo ha trovato sicuramente un "successore"
piu' che valido!
Russell passa infatti con disarmante naturalezza da parti melodiche
e vellutate ad altre aggressive e ruvide, passando attraverso vocalizzi
e cori da brivido.
Dal recente concerto tenutosi a Milano ho avuto la conferma innegabile
che i SX non sono un gruppo "da studio", ma sono capaci
di prestazioni live veramente esaltanti, sia musicalmente e tecnicamente
che come spettacolo e feeling con il pubblico, quindi, tanto di
cappello a questa band!
Vediamo
ora la tracklist:
Track
1. Of Sins And Shadows
Il disco parte con uno dei pezzi migliori, aggressivo al punto giusto
con dei riff accattivanti, melodico e elegante nei suoni, mai aspri
ma sempre decisi. Da segnalare lo stacco corale, oltre all'ottimo
drumming di Rullo e al pulsante basso di Miller.
Track
2. Sea Of Lies
Sea Of Lies non è da meno al pezzo precedente, con una melodia
piu' complessa ma decisamente coinvolgente, con stavolta Romeo in
grande spolvero, con begli assoli e un'accompagnamento ritmico davvero
notevole. Da sottolineare anche la "duttilità"
della voce di Allen, che risulta molto interpretativo, qui come
nel resto del disco.
Track
3. Out Of The Ashes
Brano diretto, veloce, melodico, decisamente orientato al power.
Il pezzo meno complesso dell'album, (nonostante non sia certo semplice
da suonare... :-) ). Canzone piacevole, fresca, che anche se forse
non al livello delle altre è comunque ben inserita nel contesto
dell'album e di conseguenza non sfigura.
Track
4. The Accolade
Questo pezzo è semplicemente meraviglioso: vario, melodico,
potente e maestoso (da brividi il minuto di coro e organo), ora
dà l'impressione di grandi spazi aperti, ora di una corsa
a gran velocità; ora dell'atmosfera fresca e umida di una
vecchia chiesa medievale, ora di una distesa di dune arse dal sole.
Insomma, un pezzo che va ascoltato intensamente: sarete ricompansati
da emozioni e sensazioni sorprendenti! Forse il pezzo migliore mai
scritto dai SX.
Track
5. Pharaoh
Pharaoh è un pezzo davvero molto rappresentativo dello stile
della band. Si trovano potenza, riff pesanti e decisi, ma anche
melodie sognanti, eleganti e suadenti. Inoltre il pezzo riesce nella
notevole impresa di riusire a dare immagini vivide all'ascoltatore.
L'antica città del Faraone, splendente nel periodo di maggior
potenza e gloria, e il ritorno al presente, con il Faraone ormai
sepolto e rinchiuso in una camera di pietra, buia e sotterranea.
La furia del Faraone verso i profanatori del suo antico regno, la
sua rinascita in creca di vendetta... Bravissimo Russell Allen,
che riesce a interpretare con grande efficacia ogni parte del pezzo,
contribuendo a fare di Pharaoh una delle canzoni migliori del disco.
Track
6. The Eyes Of Medusa
Riffing quasi thrash in questo pezzo, che associa ritmiche ruvide
ad una melodia ipnotica ed eterea affidata alle tastiere di Pinnella.
Lo stacco strumentale verso la metà del pezzo contribuisce
a creare un'atmosfera quasi operistica, ai miei occhi si apre la
visione dell'isola dalle coste mortali, l'isola della terribile
Medusa... davvero un buon pezzo.
Track
7. The Witching Hour
Brano veloce, brioso, e tuttavia con qualcosa di oscuro... di "stregato",
appunto. Melodie sottilmente inquietanti si dipanano su una ritmica
serrata (ottimo il drumming di Rullo), scandite dai riff rocciosi
di Romeo e dalle tastiere di Pinnella in sottofondo.
Ottimo ancora una volta Allen, autore qui di una prestazione fra
le piu' convincenti del disco.
Track
8. The Divine Wings Of Tragedy
Beh che dire... Title Track da piu' di 20 minuti, un'infinità
di cambi di tempo, di melodia, di struttura, di tono... un brano
davvero molto molto complesso, che tuttavia scorre fluidamente,
grazie alle rodate capacità compositive dei Symphony X, che
non sacrificano mai la melodia e la scorrevolezza del brano in favore
di virtuosismi e "spantegonate" (passatemi il termine!)
varie. Il brano inizia con un bellissimo coro, dove le voci si intrecciano
come in una ghirlanda per poi riunirsi sulle note finali.
Nell'ascolto si incontrano come detto momenti profondamente diversi,
passaggi ariosi e rilassati, sfuriate decisamente heavy, progressioni
quasi classiche, stacchi improvvisi, assoli a volontà (e
che assoli!) e un'ennesima, grande prova di Russell Allen, che dimostra
di saper utilizzare benissimo la propria "ugola d'oro"....
Un brano il cui ascolto, in definitiva, è d'obbligo.
Track
9. Candlelight Fantasia
Il disco si chiude con una "ballad", diciamo, poichè
nonostante possegga le caratteristiche e la complessità tipica
di tutti gli altri brani, è caratterizzata da una forte componente
melodica. La voce di Allen, qui, è davvero da brividi, ed
il pezzo punta molto sul feeling e la carica emotiva. Un brano "romantico"
ma non melenso, davvero un'ottima conclusione ad un gran disco.
Peccato solo per il fading un po' brutale, alla fine...
Conclusione:
.....siete ancora qui a leggere?
Andate subito a comprare quest'album, ne vale la pena! :-)
-
Fabio -
|