Gruppo
Theatre of Tragedy

Titolo CD
Assembly

Anno di Pubblicazione
2002

Genere
Electro-Gothic (?)

Durata
42' 21"

Etichetta
Nuclear Blast

Voto
8

Band
Liv Kristin Espenæs - Vocals
Raymond I. Rohonyi - Electronics & Voice
Frank Claussen - Guitar
Vegard K. Thorsen - Guitar
Hein Frode Hansen - Drums
Lorentz Aspen - Piano, synthesizer


Tracklist
01 Automatic Lover 4'26''
02 Universal Race 3'29''
03 Episode 3'35''
04 Play 3'24''
05 Superdrive 3'48''
06 Let you down 2'55''
07 Starlit 4'07''
08 Envision 3'51''
09 Flickerlight 3'45''
10 Liquid man 4'17''
11 Motion 4'42''

 

Fra le mani ho il nuovo lavoro dei Theatre of Tragedy, Assembly. Già dai sample disponibili in rete si era già capito che i nostri eroi erano intenti nel continuare sulla scia di Musique. Leggendo la recensione del Fuzz su Psycho ci si dovrebbe aspettare un capolavoro che colpisce fin dal primo ascolto, e in effetti, alcuni ritornelli sono davvero immediati e dopo averli ascoltati è difficile non canticchiarli. Detto questo, sulla mia copia digipak (con un booklet lucidissimo sembra che gli abbiano buttato sopra dell'olio talmente è scivoloso.) c'è il classico adesivo che illustra le date dell'Assembly-tour e ahimè non figura l'Italia (sarà per settembre?sperèm.). Un'altra piccola nota: sui primi 3 full lenght album dei TOT il colore in copertina era prevalentemente scuro (grigiastro, viola e nero per la precisione) mentre sia in Musique che in questo Assembly, la prevalenza è del bianco.sembra quasi che ci sia un distacco voluto dalla malinconia sprigionata dai precedenti album e dal gothic in generale.
Prodotto dal Hili Hillesmaa, già produttore degli HIM e mixato ai Finnvox studio, questo disco contiene 11 canzoni.
Si inizia con Automatic Lover, chitarre accompagnate da synth in primo piano: un brano abbastanza pesante se raffrontato con i brani di spicco di Musique: si continua poi con la voce di Liv Kristine Espenaes che si fa
insolitamente metallica e tutt'altro che dolce a cui poi si sostituisce quella di Raymond Rohonyi che poi continuerà per le altre strofe.
Altro appunto: L'elettronica è il protagonista assoluto di questo album in cui le voci di Liv K. e Raymond (che cambiano + volte anche all'interno di una sola canzone) hanno comunque un ruolo di primo piano.
Universal Race è uno degli esempi di quello che sono i TOT oggi..L'inizio sembra abbastanza inquietante: strofe cantate da un robotico Raymond (anzi, per la precisione inizialmente è una voce umana che cerca di fare il verso a
un robot, mentre alla fine si è invece trasformato in un vero e proprio automa), mentre la voce (quasi adolescenziale) di Liv K. compare nel ritornello (uno di quelli difficili da dimenticare!) e riporta la
situazione alla serenità.
Si passa a Episode.Raymond parla, non canta, canzone molto vicina al sound elettronico di Musique. L'inizio di Play mi ricorda una vecchia canzone dei Savage Garden (Crush and Burn?).ma poi il timbro TOT viene a galla. canzone leggera, sicuramente piacevole, ma forse + vicina al pop che al metal o all'elettronica. Superdrive è invece una canzone uscita bene! Anche la voce di Liv subisce qualche attacco robotico (non so come si chiami questo effetto, ma tanto per rendere l'idea è quello che usavano sempre gli eiffel 65 e anche i Vision Divine in Take on me). Qualche parolina in francese, interviene anche Raymond. Ma qui Liv K è senza dubbio la protagonista. Inizio techno, poi le tastierone vengono a galla.Canzone (breve, 2'55'') tutta da ballare, un ritornello che prende di brutto (parlo come un truzzo? Ahha).una possibile hit nel genere! Sto parlando di Let you down.
Il cambio di atmosfera si ha ascoltando Starlit dove è ravvisabile un pizzico di malinconia.
Segue poi la canzone + significativa, + catchy dell'intero album: Envision. Già il sample mi aveva impressionato.. Ascoltatela e vi ritroverete a cantare "He's looking for something/Can't see that' he's stranded/he's just moving somewhere/he just can stand this feeling no more".Qui forse l' album raggiunge il climax.
Flickerlight ha un ritornello sicuramente piacevole, ma forse sfigura proprio perché è posta dopo Envision, come già detto la mia preferita sicuramente.
Liquid man si fa notare solo per il modo sexy in cui Liv K dice: "It's distorted in a funny way".Lunghina (se paragonata alle altre) e noiosa.
E alla fine un lento: Motion, canta Liv K.certo i tempi di "A distance there is" sono lontani.è sì un lento ma (ovviamente) con una notevole componente elettronica.non credo di dire una scemata dicendo che in questo ruolo Liv K ricorda Bjork.c'è solo lei che canta, solo lei al centro dell'attenzione.Un brano distante da tutti gli altri, piacevole, sperimentale.Già, sperimentale, forse la parola adatta anche per descrivere il sound dei
Tot.possono piacere o meno, ma è assai difficile che suonino banali.
Chi ha apprezzato Musique lo compri immediatamente, chi è rimasto schifato dal precedente lavoro ne stia alla larga. Difficile da catalogare, lontano dal metal e dal gothic puro.Risulterà difficile da apprezzare in Italia, mentre credo che in Germania nelle discoteche che non propongono sempre la solita fuffa, abbiano trovato pane per i loro denti! Non serve remixare i classici, i Tot hanno creato qualcosa pronto da ballare!

- Arde -