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Magia.
Di quella più pura.
Ecco come sintetizzare in poche parole questo capolavoro, forse
troppo sottovalutato dai più, dell'hard rock anni '70. Eggià
perchè questo Demons and Wizards può essere considerato
il capostipite di buona parte del metallo più epico e di
quello più "fantasy" che oggi giorno sembra farla
da padrone fra i metal-kids di mezza Europa. Il quintetto britannico
ci propone nove canzoni una più bella dell'altra, e tutte
accumunate da quell'aria sognatrice, artistica, magica loro tipica.
Forse non sono la persona più adatta a parlarvi di un così
immenso disco, dato che io i '70 non li ho visti nemmeno in cartolina,
ho giusto visto gli '80 in quel formato, però sono davvero
troppo legato a quest'album, e quindi lo faccio.
Non starò a raccontarvi di quanto siano geniali gli arrangiamenti
di Ken Hensley alle tastiere, non vi parlerò delle semplici
ma efficacissime parti di chitarra di Mick Box. Non accennerò
nemmeno alla splendida voce del mai troppo compianto David Byron.
No.
Voglio provare in un qualcosa di più difficile, soggettivo
e forse poco professionale. Voglio parlarvi di emozioni. Perchè
Demons & Wizards E' emozione. Non si può rimanere indifferenti
di fronte a cotanta bellezza, e chi non lo apprezza, mi spiace dirlo
ma, non capisce assolutamente nulla di rock e musica in generale.
Forse amo così tanto questo disco perchè l'ho scoperto
in un momento particolare della mia vita, in cui il mio umore variava
sempre dal depresso all'incazzato. Eppure, dopo pochi secondi di
arpeggio della sublime The Wizard, tutto questo mi usciva dalla
mente e dal cuore per lasciare spazio alla sola musica.
Ogni canzone di Demons & Wizard è una perla, ma non posso
non citare la spensierata ed energica Easy Livin', l'evocativa Circle
of Hands, la "suite" finale The Spell. Ma la mia preferita
è e rimane The Wizard, coverizzata anche dai Blind Guardian
che ringrazio per avermi fatto incuriosire ed avvicinare a questo
disco.
Se volete una descrizione più tecnica ve lo ripeto, cercatela
altrove oppure, ancora meglio, andate a comprarvi il disco che si
trova pure facilmente a mid-price!
"Sacrifice, the future has it's price and today is only yesterday
tomorrow"
Sto ascoltando nuovamente Circle of Hands in questo momento, e questa
citazione, che adoro assolutamente, è per darvi un esempio
delle liriche che fanno parte di questo album. Mai banali, e perfettamente
intonate alla musica.
Ora invece sono passato a Rainbow Demon, mid-tempo dal ritornello
ripetuto quasi all'ossessione ma che mai stanca, e proprio in questo
momento è iniziata All of my life, forse la canzone dal sound
più tipicamente rock'n'roll dell'album e che si distingue
da tutte le altre come atmosfera.
Questo almeno succede fino al ritornello, perchè qui i cori
in falsetto tipici degli Heep si presentano in grandissimo stile.
Quindi è la volta di Paradise, altra ballata con un cantato
delicato e dolce, ma anche energico quando serve.
Avevo promesso di non parlarne, ma mi è davvero impossibile
non parlarvi della splendida voce di David Byron. Sugli acuti ci
arriva clamorosamente in falsetto, per cui i puristi storceranno
il naso, ma CHISSENEFREGA. Non è solo su quello che si giudica
un cantante. Il timbro di David è qualcosa di assolutamente
straordinario. Caldo, intenso, dolce, pacato, forte quando abbisogna.
Assolutamente fantastico. Uno dei miei cantanti preferiti, e uno
dei punti di forza di questa formazione.
E mentre io mi dilungo a parlare delle sue qualità si è
passati alla finale The Spell, che inizia in maniera allegra e spensierata
per poi virare verso lidi assolutamente epici e teatrali, con superbi
cori e magnifici intermezzi di piano ad opera dell'altro pezzo da
90 del gruppo, ovvero il buon Ken Hensley.
Le
restanti tre tracce sono bonus aggiunte nell'edizione rimasterizzata
su CD uscita nel 1996 e contengono la canzone Why in due versioni,
una tagliata facente parte come b-side di un singolo, e l'originale
completa mai pubblicata prima.
La finale Home Again to You è anch'essa un inedito e si discosta
un pò dal sound tipico dell'album e degli Uriah Heep più
in generale.
Per
concludere, che dire? Mi scuso davvero per questa brevissima recensione
a dir poco assurda, ma questo per me non è un disco come
gli altri, non riesco ad analizzarlo criticamente e forse neanche
con troppa lucidità. Se avete potuto leggere queste poche
righe significa che il Supremo Capo GDF (TM) me l'ha passata buona
e che
voi avete una pazienza molto forte e del pelo sullo stomaco lungo
così :)
Spero di non avervi confuso troppo, che siate riusciti a capire
qualcosa di quello che significa per me questo capolavoro e di cosa
possa trasmettere. E soprattutto di avervi incuriosito e invogliato
ad andarlo a scoprire e conoscere in prima persona. Fidatevi, non
ne rimarrete delusi.
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Davide "Vide" Ferrari -
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