Gruppo
Venom

Titolo CD
At War With Satan

Anno di Pubblicazione
1984

Genere
Difficile da definire: loro si sono sempre descritti come "Re del Black Metal", anche se questa particolare etichetta oggi e' considerata in altra maniera. Diciamo pure che sono i ragazzuoli a cui si sono ispirati i principali esponenti futuri del thrash, black e death

Durata
39' 36"

Etichetta
Castle Classic

Voto
8

Band
Cronos (Conrad Lant) - bass & vocals
Abaddon (Jeff Dunn) - drums
Mantas (Tony Bray) - guitar


Tracklist

1. At War With Satan
2. Rip Ride
3. Genocide
4. Cry Wolf
5. Stand Up (And Be Counted)
6. Women, Leather And Hell
7. Aaaaaarrghh

 

1984
4 ragazzini stanno riscuotendo un successo (inaspettato?) da un album chiamatosi "Kill 'em All".
Il mondo sta impazzendo per un certo "Powerslave".

Ma ci sono 3 sporchi inglesi che vogliono stupire l'Umanita' intera. Lo avevano gia' fatto con "Welcome to Hell" e "Black Metal", ma ora sono carichi, pieni di rabbia e con un sacco di voglia di spakkare tutto quanto.

"Once more the Creature is summoned to
deliver the Declaration of War
AT WAR WITH SATAN".

Cosi' inizia l'album. Un disco di 40 minuti; una canzone da 20 minuti e i restanti istanti sono da suddividere in altre 6 canzoni. Scusate, ma questa rece e' storica, e in maniera storica va trattata, quindi sorbitevi tutta la dettagliata storia della title-track!

Inizia una musichetta alquanto semplice, il suono sembra una cavalcata nel piu' classico Manowar-style. Ma le parole sono chiare: l'Inferno si sta preparando per impolverire il Cielo. 2 minuti dopo questa breve intro, fra l'altro gia' ascoltato alla fine del precedente album come assaggio, comincia la guerra. Il suono si fa piu' veloce, i demoni dell'inferno si stanno preparando a radere al suolo tutto quanto. Mantas si calma un pochino, giusto per dare il tempo a Cronos di spiegarci il suo piano di guerra. Ricomincia il piccolo riff iniziale, ma dura pochi secondi. "Take to the skies" sono le parole che anticipano il racconto di guerra. I Venom non si possono calmare. I Demoni stanno conquistando il paradiso, e per loro e' quasi un gioco da ragazzi. Piccolo cambiamento di sonorita', giusto per assaporare il sapore della vittoria. Gli angeli sono battuti. Pochi instanti ancora di casino, e poi il basso di Cronos e' l'unico a regnare sulla scena, con un riff tranquillo e mansueto come un bambino. Scherzo! Ah, a loro piace prenderci in giro. Abaddon non si calma, ricomincia il tutto con un ritmo tutto nuovo; vogliono vantarsi di questa conquista, di come ora Dio sia impotente e loro possano distruggere i preti e tutto questo blasfemo regno. Mantas si lascia andare a piccoli e accattivanti assoli, mentre sotto ci sono sempre il potente basso di Cronos e l'inarrestabile batteria di Abaddon.
Quasi improvvisamente, tutto si calma veramente, anche se solo per pochi istanti (ma allora lo fanno apposta?), mentre la musica crea un'atmosfera piu' cupa. I mortali hanno paura; i bambini vengono invitati a entrare a far parte dell'impero del Malefico.
Tutto si ferma per pochi istanti. Ancora una volta, si calmano i nostri beniamini, mentre Abaddon si lascia andare a un ripetersi di pochi e concisi battiti sulle pelli. Che sia la marcia della Morte?
Troppo poco il tempo per pensare. Ricomincia tutto daccapo. Pochi riff mentre poche parole si lasciano andare a celebrare la propria vittoria.
Ancora silenzio. E questa e' l'ultima volta. Inizia un lungo discorso parlato (non so da chi), che portera' a finire la canzone. In sottofondo, si sentiranno grida di donne, leggeri tocchi di basso, minuti riff di Mantas, qualche colpo di piatti, suono di campane. Il tutto per lasciar raccontare alla voce esterna che Gabriele e tutti gli arcangeli stanno viaggiano verso l'inferno, lasciato incustodito da parte del Malefico e dai suoi seguaci. Da qui ripartira' la guerra da parte dei buoni e dei mortali contro Lucifero.
Le ultime parole recitate sono:
"Once more the Creature is summoned to
deliver the Declaration of War
AT WAR WITH SATAN".
E ora, ricomincia tutto dall'inizio: stessa musica, stesse parole, stessa furia e voglia di vittoria.

Uff, che fatica! Ed e' solo la prima canzone!
Ma non preoccupatevi, sono pur sempre dei burloni questi inglesi dal dente (e non solo!) avvelenato... pensate che sarebbero capaci di fare un'altra opera d'arte del genere? Naturalmente no, sono 3 rozzi capelloni ubriaconi! Il resto del disco si liquida velocemente, e quindi eccolo.
Inizia "Rip Ride": l'apoteosi! Casino con la C maiuscola! Un riff sparato a mille, l'assolo di Mantas e' qualcosa di fantastico, anche se inizialmente sembra un misero esercizio di tecnica... irraggiungibile!
Il testo della seguente "Genocide" si puo' facilmente intuire. Secondo il mio modesto parere, questa e' la canzone meno riuscita del disco, in quanto la musica non e' nulla di nuovo per i 3 inglesotti: ritmo lento e costante per tutta la lunghezza del brano... forse un po' noiosa, ecco!
"Cry Wolf" narra la storia di un lupo mannaro. L'intro mette in soggezzione, con quel grazioso intervento di Cronos con una voce umana che via via si trasforma nel suo classico growl (o sua voce naturale?) fra l'innalzamento di volume della batteria. Ritmo ancora incalzante e non troppo spedito, ma adatto al contesto.
Ma ora, tutti in piedi: "Stand Up (And Be Counted)" e' la dichiarazione di guerra dei Venom al mondo intero. Non e' una canzone, e' un inno di lotta, un richiamo per tutti i fedeli. Pochi colpi sulle pelli, le urla di Cronos che incitano le "Legions", un riff che fa venire i brividi lungo la schiena. "we are the Black Metal Gods/ V-E-N-O-fucking M"... e chi puo' smentirli?
Si ritorna a desideri piu' terreni e carnali con "Women, Leather & Hell". E chi non vorrebbe tutto cio'? ;) Ritmo molto veloce, incalzante, spedito come deve essere una canzone dei Venom. Ancora un assolo da ricordare e da inserire nell'albo d'oro di Mantas.
La chisura avviene con "Aaaaaaaaarrghh!". Difficile riuscire a definirla. Come definireste voi 3 deficienti che suonano (anche se avrei qualche dubbio) a casaccio, senza un senso logico, senza una base, senza tenere ritmo, con un pirla che tra un "fuckin'" e l'altro grida "AAAARGHH", suona qualche tasto di un pianoforte e intanto pesta il suo basso contro qualche ampli? Ecco, questa e' "Aaaaarghh!".

At War With Satan e' quindi un must da possedere: assieme ai primi 2 dischi dei Venom ("Welcome to hell" e "Black Metal"), piantano le radici che in futuro cresceranno e sboccerano in fiori (maledetti?) quali i black metallers scandinavi.
In questo stesso anno, i Bathory di Quorthon pubblicano il loro primo CD (omonimo), pesantemente influenzato dalla band inglese. Con l'uscita di "... The return" e "Under the Sign of the Black Mark", i Bathory si staccheranno dal sound dei Venom e aiuteranno il Black Metal a cristallizzarsi nella forma che conosciamo noi oggi, ossia batteria martellante, chitarre taglienti e temi che spazieranno sempre piu' sul cristianesimo e sui miti scandinavi.

Da non dimenticare le uscite contemporanee: un anno prima, i Possessed fondavano il Death Metal (ascoltare "Seven Churches" per credere). Sono coetanei di AWWS, oltre ai gia' citati Kill'em All e Poweslave, altri album dall'importanza storica: ricordiamo "Hail to England" e "Sign of the Hammer" dei Manowar, che segneranno nei secoli a venire la vera onnipotenza della band americana; un anno dopo uscira' il primo lavoro di 4 ragazzini brasiliani, il demo Bestial Devastation, seguito dal primo disco Morbid Visions.
Insomma, gli anni 80 hanno visto nascere i genitori di tutto quello che e' in circolo oggi. Ma potremmo mai dimenticarci dei nonni, che con le loro sperimentazioni folli e inconcepibili (per l'epoca, of course) hanno reso possibile tutto quello che esiste oggi? Hail, Venom!

- gg -